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L’ARTE DEL POSING TRA CONTROLLO E CONSAPEVOLEZZA

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Di Angelo Magliulo aka Aldo la Pace

Quanto è importante il posing ? E soprattutto per quanto sia palese che sia di fondamentale importanza per gli agonisti, può essere anche di grande utilità per i non agonisti ? La risposta non può essere altro che affermativa . Posare , magari anche mentre vi allenate, tra una serie e l’altra, contraendo i gruppi muscolari che state allenando, aiuterà incredibilmente a mantenere e migliorare la connessione mente-muscolo e la propriocettività ossia Il controllo dei muscoli… Importantissimo! shawn rhoden_culturismo italianoAumenterà inoltre l’afflusso di sangue ed acido lattico, di conseguenza, il pumping! … Poi, posare nei giorni di riposo o nel post workout , permette anche qui di migliorare e mantenere la connessione mente- corpo. Qual è quindi il segreto per avere un aspetto estetico “plastico” “piacevole” in una posa ? La capacità di riuscire a contrarre al massimo quei muscoli che devono fare da protagonisti nella posa, facendo meno fatica possibile ovvero senza arrivare a tremare stressando il sistema nervoso… Ergo, questo ci insegna ad utilizzare la connessione mente-muscolo in un modo più efficiente. Nondimeno si noterà in tal senso una positiva ripercussione nel nostro allenamento, ove in ogni ripetizione riusciremo a reclutare più fibre possibili in modo specifico, in quanto impareremo a contrarre bene quel distretto, coinvolgendo il meno possibile gli altri. (cit. Morescanti ) Avere muscoli e non sapere mostrarli sul palco per un atleta agonista è come non averli o quanto meno ne rappresenterebbe un grave handicap. Il saper vendere sul palco con eleganza e armonia quello che si è creato in uno o più anni chiusi ai box è un po’ come andare a riscuotere il frutto del proprio lavoro. L’arte del mostrare le proprie linee e volumi con maestria è quasi sempre erroneamente dissociata dal BodyBuilding non agonistico. L’importanza del posing va ben oltre quella puramente estetica o della performance sul palco, considerandolo fortemente rilevante a livello propriocettivo. Il saper contrarre volontariamente tutti i propri muscoli, controllare le articolazioni singolarmente e gestire entrambi nello spazio è fondamentale per possedere una tecnica corretta. Questa non è che un mix di coordinazione, propriocezione, respirazione, visualizzazione e concentrazione che consente all’atleta di avere la maggiore tensione possibile sul muscolo target.

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Ma da dove si comincia? Normalmente si comincia dalla percezione del segnale più evidente, quello della respirazione. Posare è, infatti, un esercizio non semplice che richiede controllo e consapevolezza del respiro: deve essere lento e di tipo diaframmatico. Controllare la respirazione non è cosa semplice, soprattutto quando ci si allena o si è concentrati a sollevare un bilanciere carico; lo è ancora di più per un neofita, che in genere ha poco controllo muscolare e svolge i movimenti in maniera meccanica… Figuriamoci se deve pensare come e quando respirare! In questo il posing può essere d’aiuto: posare anche solo 5 minuti al giorno davanti a uno specchio aiuta a prendere maggiore consapevolezza e propriocezione dell’atto respiratorio, a farlo diventare un atto naturale e automatico anche in altre circostanze. All’inizio vi vedrete goffi e sarete impacciati ma con il tempo arriveranno le sensazioni positive, perché saper gestire ogni muscolo del vostro corpo a piacere, compreso il diaframma, è uno strumento che dà le dovute soddisfazioni.. Il posing può essere introdotto tra le serie o anche a fine allenamento, in questo contesto, oltre a ricoprire una parte tecnica, viene sfruttato come ciliegina sulla torta di un allenamento ben fatto. Infatti il posare, con la sua contrazione statica, continua a lacerare un muscolo già ampiamente pre-stancato e permette l’afflusso di sangue e nutrienti nei distretti allenati. E la propriocezione? Che cosa è esattamente? La propriocezione muscolare (quella che comunemente viene definita connessione mente-muscolo) è la capacità di sentire lavorare e attivare in modo corretto i diversi gruppi muscolari quando vengono allenati.vince taylor_culturismo italiano Senza propriocezione il movimento è solo meccanico e automatico, poco funzionale sia per aumentare la massa muscolare che migliorare la forza. Potete fare quante serie e ripetizioni volete ma se il muscolo non si “attiva” a dovere non ha alcun senso! Questo fa la differenza tra un dilettante e un esperto . Un classico esempio è la Lat Machine: uno degli attrezzi più utilizzati nella palestra, da uomini e donne, neofiti e avanzati ma… In quanti la eseguono in modo corretto?! La maggior parte si concentra sul movimento di tirar giù la barra fino al petto e basta: questo è del tutto sbagliato, 9 utenti su 10 non attivano i dorsali e non si ha nessun miglioramento, non si fa altro che tirar su e giù le braccia. Dopo una estenuante nonché produttiva seduta di allenamento del “back” con l’amico iffb pro Kille Kuijala sotto l’attenta direzione del coach Mauro Sassi “MR Stones” focalizzammo l’attenzione del piano di allenamento proprio su questo aspetto. Concentrazione sui muscoli del dorso, escludere completamente il trapezio per quanto sia possibile , mantenere le spalle in basso, abbassare le scapole e solo dopo seguiranno gomiti e braccia. Questa è la differenza tra svolgere un movimento e sentire un movimento; nel secondo caso il muscolo si attiva, lavora meglio e le fibre sono reclutate al massimo. Bisogna percepire le sensazioni di un muscolo che lavora: ci si deve concentrare nel “momento presente”, nella percezione del ritmo respiratorio e lasciar andare tutti i pensieri non inerenti allo svolgimento di ‘quel’ movimento (gli stessi princìpi che troviamo alla base della meditazione). Una volta in grado di sentire e percepire un lavoro muscolare ci saranno tutte le basi per migliorare. Il “pump” può essere un parametro per capire se si sta lavorando bene. Se bastano poche serie e poche ripetizioni per generare un buon pompaggio muscolare, si stanno facendo le cose nel modo giusto. Altrimenti ci si troverà costretti a rincorrere volumi sempre maggiori. Arnold diceva “Non puoi sviluppare un muscolo che non senti mai lavorare”. Quest’affermazione è stata travisata, sentir lavorare un muscolo non significa sentirlo bruciare o far male o sfinirlo di ripetizioni. Il posing può essere considerato una forma di visualizzazione interna messa in pratica, un training propriocettivo che aiuta ad ascoltare il proprio corpo, a raggiungere una maggiore consapevolezza corporea, ad apprendere ed affinare le capacità di autopercezione e autoispezione.

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Migliora la capacità di concentrazione che, per uno sportivo, significa mantenere l’attenzione sulle azioni precise di un compito, in modo da produrre una corretta esecuzione. Infine, il posing è anche un lavoro personale che riguarda il modo di essere. La fluidità dei movimenti, l’impostazione e il modo di posare degli atleti sul palco dicono molto sulla loro personalità o semplicemente di quello che vogliono far passare. Ricordiamoci che il posing è una forma di arte, una sorte d’illusione per esaltare linee e volumi corporei. Posare davanti allo specchio durante o a fine allenamento è un feedback del corpo alla mente che può generare sensazioni positive ed essere appagante. Non c’è bisogno di essere grossi o atleti professionisti, anche un piccolo risultato è un ulteriore stimolo a continuare e a dare il meglio. La costruzione del corpo va di pari passo con la costruzione della mente. All’inizio si può suddividere la parte alta dalla parte bassa; solo quando si avrà confidenza con i movimenti si può pensare di contrarre tutti i muscoli di entrambe le parti contemporaneamente. La mia esperienza personale con il mio amico , coach , mentore e non saprei come altro definirlo Mr “Stones” Sassi è stata di questo tipo : a quattro settimane dalla competizione nelle sessioni mattutine oltre ad aver in modo non ossessivo utilizzato il cosiddetto “cardio “ provando a lavorare sulla scala o anche sullo step dapprima enfatizzando lo sforzo aerobico su gluteo mentre in altri casi sui quadricipiti , si passava, ultimati i 20 max 30 min di attività cardio vascolare, ai tre giri di posing, comprendenti tutte le pose chiamate dai giudici da sotto palco nessuna esclusa, ogni posa doveva essere tenuta per un tempo non inferiore ai tre secondi per poi passare alla successiva. Questo tipo di lavoro oltre a creare una importante dimestichezza con le pose permetteva di lavorare sulla respirazione e la gestione dell’ossigeno per non arrivare dopo i confronti sul palco senza fiato e senza capacità contrattile.

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Altro che tapis roullant per un ora , la chiazza di sudore che troverete sul pavimento vi lascerà attoniti (cit. Dennis Wolf ). In ogni sport il vincitore alza le braccia, in modo spontaneo. Non lo insegniamo neanche ai bambini: è automatico farlo. Dopo un po’ posare diverrà un automatismo imitando perché no la “nonchalance” di Dexter Jackson on the stage mentre con un sorriso smagliante mostra senza palpiti i suoi muscoli . Chiudete gli occhi e provate ad immaginare magari di essere proprio lui mentre posate. Provando o fingendo di essere, magari si diventa (sicuramente non il su citato atleta) ma si migliora. Ci si può allenare davvero ad essere migliori? Io direi di si .

Un saluto a tutti i lettori di Culturismo Italiano Angelo Magliulo aka Aldo la Pace

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Leg day al Massimo!

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Leg day al Massimo!

di Massimo Cola.

MassimoCola_culturismo italiano 01Presentazione : sono Massimo Cola, ho 50 anni e mi alleno con costanza dall’ eta’ di 18 anni, ho partecipato a piu di 90 competizioni e ho portato alle gare decine di atleti di vario livello. Considero la gara un obbiettivo per migliorarsi e quindi non dico mai a nessun ragazzo, ”non hai la genetica per fare body building”, io stesso all’ eta di 17 anni ero un ciccione e nessuno avrebbe mai pensato che sarei arrivato a questo punto. Mi ricordero’ sempre agli inizi della frequantazione della palestra, dopo poco piu di un anno ero dimagrito e cominciavo e vedere qualche muscolo. Mentre mi giardavo allo specchio facendo un doppio bicipite, arriva un campione dell’ epoca e mi fa’ : ”Massimo lascia perdere non e’ per te”. Quella frase mi ha spinto a darmi da fare per dimostrare il contrario. Dopo questa lunga prefazione vorrei spiegare il mio approccio all’ allenamento dei quadricipiti :

inizio sempre con 10′ di cyclette in per aumentare la temperatura corporea e soprattutto delle gambe

passo poi all’ iperextension pre riscaldare i lombari e successivamente 1 esercizio x l’ addome

inizio poi con altre 3 serie alla pressa per riscaldamentoMassimoCola_culturismo italiano 02

passo al leg extension, scelgo per prima questo per affaticare e fare ”danni” al quadricipite in maniera che poi quando andro a fare i multiarticolari riusciro’ meglio a portare il quadricipite a cedimento , essendo gia affaticato

Leg extension 2 x 20 riscaldamento 5 serie con rest pause, ad ogni serie, di 5” = 5 x 7 + 7 + max

Leg press 45° 2 x 20 riscaldamento 4 x 15/12/12/12 (queste 4 serie non a cedimento aumentando il peso) 2 x 12 ( la prima serie con poco meno peso dell’ ultima dovwe cerco di superare i limiti precedenti)

Leg press orizzontale 4 x 12 a cedimento, accosciata completa

Leg extension per finire il quadricipite 4 x 10 con 2 secondi di contrazione massima (contrazione di picco). Alla settima ripetizione il dolore dovra’ essere cosi forte da dire non riusciro’ a completare la decima ripetizione ma poi tirando fuori tutta la rabbia le si completa.

Stretching finale.

Vorrei precisare che e’ la propria motivazione a rendere un allenamento cosi veramente produttivo

MassimoCola_culturismo italiano 03Avendo abbracciato fin da giovane la tecnica weider della tensione continua, la applico sempre per i quadricipiti, in poche parole faccio si che il quadricipite non perda mai tensione e quindi non distendo mai completamente le gambe quando faccio esercizi multiarticolari tipo leg press squat ecc. questo aiuta anche a preservare le articolazioni

L’ esecuzione deve essere perfetta, movimento piu ampio possibile ma senza perdere mai tensione al muscolo allenato.

Riflessione : divido in 2 le persone che alleno, il pacifico e il guerriero, il pacifico e’ colui che ama riposare, preferisce la stabilità, la sicurezza, il non avere rischi di nessun genere, mentre il guerriero e’ colui che non sa’ stare senza una battaglia che ama mettersi in gioco, anzi ha proprio bisogno di mettersi in gioco, altrimenti la sua vita la considera senza senso. Il guerriero riesce anche dalla scheda di allenamento la piu semplice, a ricavarne il massimo dei risultati, mentre il pacifico, per far si che un allenamento causi i danni che possano innescare la crescita, ha bisogno di tecniche per aumentarne l’ intensita’. E tu chi sei, pacifico o guerriero? Buon allenamento, Massimo.

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7° ANNIVERSARIO!!! AUGURI CULTURISMO ITALIANO!

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E’ davvero passato tanto tempo. Ben 7 anni romai dall’apertura di questo blog/page. Mai avrei pensato di un viaggio così entusiasmante e pieno di sorprese e di riconoscimenti.  Tante foto, tante interviste e di aver portato a tanti atleti tanta fortuna promovendoli in questi anni!
Orgoglioso di mostrare con passione il meglio del culturismo Italiano e mondiale, orgoglioso di avere raccolto il consenso di ognuno di voi con onestà, senza falsi acquisti di “like” come solo coloro che sono coscienti della loro incapacità potrebbero fare, sintomo di un malato stile di essere!
Grazie a tutti voi che avete seguito così numerosi il mio blog e la pagina Facebook e il profilo instagram!
Grazie per il calore con cui dividete con me una passione così grande.
Grazie per l’attenzione con cui leggete le mie interviste, sfogliate le gallerie fotografiche, intervenite con i vostri commenti sulla pagina di Facebook.
Grazie a tutti gli atleti che sono intervenuti inviandoci le loro foto e dandomi la possibilità di farli conoscere e valorizzare. Dando a tutti loro il giusto e meritata visibilità.

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Un successo creato con uno stile unico e inimitabile che vi è piaciuto e che cercherò sempre di mantenere. Spero presto di potervi dare qualcosa di più concreto per siggilare questa nostra continua crescita e successo. Magari con la famosa maglia che ancora non sono riuscito a creare, purtroppo non è un periodo semplice. Per ora posso dire che per il 2° anno consecutivo sono sponsor ufficiale della più grossa manifestazione professionistica in Italia, il San Marino PRO, dove spero di vedere e incontrare tanti di voi!
Tornado alla maglia, la farò, ma che solo io vi annuncerò sui miei canali social quando sarà fatta, e nessun altro.  Diffidate da falsi avvoltoi che cercano di copiarmi 😉

Grazie alle campionesse e ai campioni che hanno risposto con estrema disponibilità e semplicità alle mie interviste, punto di forza e di vanto della mia blog/page.
Che ogni giorno mi aiutano a crescere di più! Più grossi e più forti! Con una passione che viene per l’amore per questo stile di vita, per scolpire ogni giorno il nostro domani!
Grazie a tutti i collaboratori che hanno reso possibile tutto ciò.
E grazie anche agli invidiosi, involontari sintomi del mio piccolo successo. Culturismo Italiano: una sola passione, una sola blog/page!

Ancora grazie a tutti voi, Vittorio.

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Body building Italiano fra passato, presente e futuro!

A01_culturismoitaliano_delluomoIl body building e’ letteralmente la costruzione del corpo.
Una continua lotta fra l’essere umano e il suo stesso corpo, per realizzare il proprio ideale fisico affrontando allenamenti massacranti, un regime alimentare fuori dal comune e una dedizione all’obiettivo finale che per molti atleti trova la sua realizzazione su un palco di gara. Per altri una sfida con se stessi per realizzare questo desiderio. Atleti che si distinguono da ogni altro sportivo, sia per risultati finali sia per dedizione incondizionata a questa disciplina. Ma negli anni questi atleti chi sono stati e chi saranno, chi sono oggi nel culturismo italiano? Il mio nome è Vittorio Gagliano, gestore del blog/Facebook page: Culturismo Italiano, e oggi sarò il vostro narratore, siete pronti? Si parte! Sono sempre stato un grande appassionati di fumetti Marvel e di arte. E questo mi ha pian piano avvicinato per diverse strade al Culturismo. All’inizio non potevo immaginare lontanamente che potessero esistere persone con realmente i muscoli da super eroe. Era il lontano 1993 quando in TV davano una replica dell’incredibile Hulk in TV, con il famoso culturista e Olympia: Lou Ferrigno. Lui uno dei culturisti più conosciuti al mondo insieme al mitico Arnold. E da li mi si accese la scintilla per questa disciplina. I super eroi della Marvel era reali! Mi capitò sempre in quell’anno di vedere in TV il mio primo Mr. Olympia, gareggiava gente come Levrone, Ray, Yates, Taylor, Sarcev e proprio quest’ultimo fu l’ultimo tassello che mi serviva per connettere l’arte con il culturismo: il posing! Leggendaria per me la sua routine sulla canzone dei queen: ‘who want to live forever’  – Quest’uomo, questa scultura vivente posava come nessuno su quel palco. Avevo finalmente e definitivamente trovato una passione che coadiuvasse tutto quello che mi piaceva: Arte, costruzione ed scultura.

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Da li che mi iniziai a documentare sul culturismo, su come si facesse a diventare così e chi lo facesse in Italia. Erano i tempi in vuoi sul palco del due torri si sfidavano culturisti del calibro di Nocerino, Male’, Nuccitelli, Grassi, Ingrassia, Furiosi, Ceselli, Sarni, Padoan, Polesel, Clementi, Olivieri, Calistri, Falcone…gente che dalle pagine di Cultura Fisica esprimeva il massimo di questo stile di vita facendovi sognare, creando mitiche battaglie nell’immaginazione collettiva del fruitore ed appassionato di questa disciplina.

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Atleti che in Italia dettavano i canoni dell’estetica culturistica. Atleti com Martines che ad oggi sfida le leggi dell’eccllenza fisica e è sempre al top della forma. Masse, volumi, definizione non estrema ma consona ad un culturista, linee e potenza! Colli taurini, spalle come palle di cannone, braccia con tricipiti a ferro di cavallo e bicipiti grossi come sfere d’acciaio intarsiate di vene. Pettorali larghi come un balcone, addomi scolpiti nel marmo e non dilatati, cosce grandi come querce secolari e polpacci duri come il diamante.

Questo era il culturismo italiano del tempo. Atleti che potevi incontrare solo alla fiera del fitness di Rimini, quando ancora era un luogo dove questo stile di vita era rispettato e inserito in maniera consona con uno spazio ben dedicato. Atleti che si preparavano alle competizioni con allenamenti pesanti e duri, che hai sempre ammirato per le loro masse incredibili e il loro aspetto da super eroe invincibile.

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Passando gli anni ho avuto la possibilità di incontrarli tutti. Come l’incontro con il grande e indimenticato Daniele Seccarecci. Un talento, sotto molti punti di vista e che dal passato dovrebbe insegnarci come gestire l’essere culturista del futuro.

Vuoi per coincidenze casuali, come l’incontro piacevole con il Pro Ifbb Giuseppe Albi per le strade di Palermo, vuoi per incontri avvenuti alle fiere specifiche del settore, ma che non sempre però si sono rivelati dei veri campioni che magari si immaginava, come colui che per una foto mi fece aspettare sotto la pioggia per più di un ora andandosene lasciando quel fan, il sottoscritto, che ancora oggi si ricorda che lui che di campione non aveva propio nulla. Ma anche questa esperienza è servita per farmi capire che non tutti erano dei super eroi, qualcuno era un furfante travestito da eroe. Ho anche avuto la possibilità di incontrare alcuni Pro Americani grazie all’impegno economico di gente come Alex Ardenti e Gian Enrico Pica.

A03_culturismoitaliano_PicaNotando che i grandi del Circuito Pro League spesso e’ molto più normale di tanti campioni del giorno e del pianerottolo che trovi oggi. Ma torniamo a com’erano gli atleti del passato, i campioni veri. Culturisti che con massimo 6/7 categorie di gara facevano si che questo stile di vita fosse per pochi, come in realtà e sempre stato. Un competere con se stessi che non era per tutti, delle gare che davvero disegnavano l’élite del bodybuilding italico. Li vedevi mastodontici, grossi, con una condizione di gara che ti faceva sognare di voler diventare così un giorno, perché è questo il culturismo, è questo che sognava Arnold e che ha poi realizzato: diventare grosso! È questo che è sempre stato l’Olympia, il vero culturismo: grossi e tirati. Ed oggi? Chi sono gli atleti di oggi? Com’è cambiato il culturismo? Oggi ci sono almeno 32 categorie diverse, molti meno bestioni e un’idea di culturismo più abbordabile e con meno sponsor che investono forse.
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I culturisti purtroppo sono molto meno di un tempo, non mi dilungo sulle altre categoria che apprezzo e rispetto, ma qui parliamo di culturisti. Ogni categoria andrebbe analizzata onestamente, ma non voglio divagare troppo. Oggi le categorie di peso non trovano ampio riscontro come un tempo e addirittura la categoria hard donne, dopo che sono state spinte dai giudici a livelli incredibili, praticamente non esiste più! Oggi avvolte, il culturista lo vedi sempre più tirato e con meno volumi, con braccia secche e culo a righe però! Addomi gonfi e incapace di fare spesso una routine libera perché non la si studia neanche un attimo, perché tanto il posing non serve in una gara, non lo valutano….E così poi in categorie come i moderni men’s physique trovi gente che tenta di fare un doppio bicipite….nel 2017? O peggio un culturista che non sa stare in rilassata frontale ? Una physique che ammicca al pubblico! Oppure vedere bikini mettersi in modo troppo provocante di schiena quasi a 90* gradi! Oppure men’s physique che lanciano baci al pubblico in sala?! Siamo in un competizione di culturismo e su un palco di gara! Non in un nightclub o in un concorso di bellezza, impariamo a posare con eleganza, potenza, conoscenza del proprio fisico e come consono che sia e con rispetto per il bodybuilding. Per fortuna da qualche anno io ho rivisto qualche culturista sui palchi nostrani: Romeo, Zambaldi, Sapigni, Texteira, Ciriello, Innocenti, Muzi, Giacomin, Iacono, Dell’Uomo, Costantini, Olivieri, Corvaglia, Di Muzio, Presti, Zuccaro, Masucci…loro è tanti altri (che non nomino per mancanza di spazio) per fortuna rappresentano ancora oggi il culturismo Italiano! Atleti che ancora oggi spingono gente come me, appassionata, a questo stile di vita ad andare in palestra e a crescere! A vedere le gare! Atleti che sono belli e grossi, enormi e tirati.

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Perché questo ci piace, ci piace sollevare ferro per diventare quel super eroe che nella nostra infanzia ci ha colpiti! Secondo me sarebbe meglio migliorare ulteriormente la routine di pose libere e a studiare maggiormente il posing, perché in quel momento sono loro le star indiscusse del palco e non devono farlo tanto per, ma devono mostrare il loro duro lavoro con rispetto verso questo stile di vita e verso se stessi, posando al meglio delle loro possibilità . Loro sono il presente che deve essere preservato e non spinto dai giudici verso una anoressia muscolare magari con addomi gonfi e prominenti, per ricercare una condizione estrema che non fa parte di questo categoria. I Pro insegnano: massa, proporzioni, simmetria linea e definizione! Questo oggi deve essere il culturismo italiano, e questo i nostri atleti di oggi devono portare sui palchi salvando ancora il culturismo italiano, giudici permettendo, ovvio. Oggi grazie all’introduzione del Men’s classic physique si ha la possibilità di avere ben 3 tipologie di culturisti nei Pro fra cui identificarsi: 212lbs, open e Men’s Classic Physique che rappresentano il Bodybuilding mondiale. Mi limito ai bodybuilder qui. Ma presto spero di scrivere qualcosa su altre categorie.

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E il futuro? Sicuramente le nuove categorie saranno sempre più ricche e piene certo, ma finché ci saranno atleti come Vecchi, Bolzoni, Albi, Mulazzani, Di Lorenzo, Sacchet, Pisapia, Michelini, Rinaldi, Bassanelli e altri che non scirvo per non far diventare questo un lungo elenco di nomi come gli splendidi junior tutti che ho visto sia in WABBA che in IFBB, il culturismo per le generazioni future è salvo, perché ci sarà sempre un bambino che sognerà di voler diventare un super eroe come loro!

A presto, Vittorio

L’ immagine di se è importante

Vi è mai capitato di svegliarvi per un esame da tenere alle otto del mattino, preparati alla perfezione, per poi finire storditi e confusi? O di precipitarvi in palestra pronti a spaccare tutto per poi ritrovarvi all’uscita con la coda fa le gambe? Oppure di voler chiedere ad una ragazza di uscire con voi la sera, per poi finire davanti alla tv da soli?

Se avete risposto di si ad una di queste domande, probabilemnte dovrete lottare per almeno una sufficenza nell’esame di fiducia e stima di sè. Il termine stima di se stesi si riferisce al cancettto che se si ha del proprio valore, mentre per fiducia intediamo la convinzione di riuscire a portare a termine un determinato compito, un obiettivo. Le due cose, ovviamente, sono dipendenti tra loro, ed ognuna contribuisce in qualche modo aformare l’immagine che ogni individuo ha di se stesso, pobabilmente l’aspetto più importante e complesso della psiche umana. Se doveste incontrare problemi in tal senso, non limitatevi a pensare che magari il vostro destino è deciso dal momento i cui i vostri genitori si sono scambiati il loro DNA.

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Rafforzare la fiducia e la stima di sè è possibile, e permete di migliorare l’immagine di se stessi, prorpio come con l’esercizio in palestra è possibile migliorare i nostri muscoli. Per lo stesso motivo è altresì possibile compromettere il tutto: la sfida è tra costruire e distruggere. Per fortuna nostra, ormai la scienza ha appurato che il fitness in generale, in particolare l’allenamento coi pesi, è davvero una marcia in più per migliorare l’immagine di se stesi. Il bello dell’allenamento coi pesi è che permette di quantificare concretamente i progressi fatti, basta guardarsi allo specchio per osservare i progressi, questo è un incentivo.

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Un incentivo a migliorasi sempre di più, mangiando bene, alleandosi meglio e con più regolarità. Se un vostro iscritto in palestra o voi stessi migliorate, vedrete che andrete più volentieri in palestra, sono i risultati che ti premiano con la costanza e ti spingono ad andare oltre. Tutti quei “trainers” che continuano a non far progredire i propri clienti, in realtà non stanno facendo il loro lavoro, stanno solamente facendo perdere tempo a voi e aloro stessi. E’ il progresso…è il body building…la costruzione…che crea il succeso e la volontà di andare avanti. Anche il solo aumento di un chilo sulla panca piana o qualche centimetro in meno sul girovita. E’ quello che innesca un benessere e un stimolo alla nostra autostima e alla fiducia in se stessi che aumenta di session in sessione, di mese in mese, di anno in anno. Come si dice…un mattone alla volta!

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Si ha così un’immagine quindi migliore e positiva. L’immagine di sè, la nostra immagine è importante.

Vittorio

2016

Nuovo anno. Stanco di tutte queste negatività che aleggiano fin troppo spesso nel mondo del Culturismo. Credo sia tempo di migliorare il nostro modo di pensare,

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1. Invece di essere deluso di dove sei, pensa ottimisticamente dove stai per arrivare.

2. Mangia! … E allenati duramente!

3. Ricordate che le avversità … non sono un vicolo cieco, ma una deviazione per ottenere un risultato migliore.

4. State concentrati su imparare, amare, crescere e aiutare gli altri.

5. Abbiate fede. Tutto accade per una ragione. Aspettatevi buone cose sempre dalle esperienze che fate.

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6. Non sprecate le vostre energie sui pettegolezzi, i problemi del passato, i pensieri negativi o cose che non potete più controllare. Invece, investite la vostra energia nel momento presente e in positivo.

7. Diventate da esempio per qualcuno e prendete esempio da qualcuno.. Circondatevi di persone che la pensano come voi , che amano il culturismo e sono motivati.

8. Ricordate: non c’è alcun sostituto per il duro lavoro.

9. Fissate degli obiettivi e teneteli bene a mente. Ogni giorno, quando ti svegli la mattina chiediti: “Quali sono le tre cose più importanti che devo fare oggi che mi aiuteranno a creare il successo che desidero?” Allora allontanate tutte le distrazioni e concentratevi sul vostro obiettivo finale.

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10. Non vi lamentate. Lamentarsi è come il vomito. In seguito ci si sente meglio, ma tutti intorno a te si sentono male.

11. Ogni giorno concentratevi su ciò che si arriva a fare, non quello che devi fare. La vita è un dono, non un obbligo.

12. Ogni sera prima di andare a letto, completare la seguente frase:
Ringrazio per __________. Oggi ho fatto____________.

13. Sorridere e ridere di più. Sono anti-depressivi naturali.

14. Godetevi il viaggio. Hai una sola corsa attraverso questo viaggio che è la vita, sfruttatela  al meglio e godervela.

15. Fai che il 2016 sia il tuo anno migliore! Sfruttatelo tutto,  non lasciare nulla di intentato o di non fatto!

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(in foto: IFBB PRO Tristen Esco)