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MUSCLE MEMORIES: DORIAN YATES

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Di Michele Parisi

Ben tornati amici e sostenitori del bodybuilding, appassionati e amanti di questo mondo, ben ritrovati da me e da Culturismo Italiano; io sono sempre Michele Parisi e vi terrò compagnia nuovamente con un racconto interessante sulle gesta dei campioni che hanno dato lustro alla nostra disciplina.

Rimaniamo ancora nella golden era del bodybuilding mondiale, gli anni ’90; quest’oggi scaliamo definitivamente la vetta del monte Olimpo, con, al secolo “The Shadow”(l’ombra), signore e signori il grandissimo: Dorian Yates.

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Qua entriamo nel gota del culturismo, uno dei migliori di sempre, forse il migliore in assoluto per molti, si contende probabilmente il primato di più grande culturista di ogni tempo con Ronnie Coleman: questi di certo all’apice era ancora più grosso di Dorian, ma la tipologia di muscolatura portata da quest’ultimo non ha avuto ne precedenti, ne seguito…. Quest’uomo era semplicemente granito, roccia pura in movimento, esaltazione di fibre e striature ricoperta da reticolo venoso simile a saette, una muscolatura che non dava spazio a nient’altro, a volte sembrava che la testa (sempre china in avanti con quel suo modo di fare che lo rese leggendario) sembrava incastrata tra i trapezi e il petto alto; il semplice modo che aveva di stare sul palco lo faceva sembrare un essere superiore a priori, aveva un aura attorno quasi visibile secondaria solo alla sua sicurezza e padronanza di palco, cosa che risultava schiacciante per gli avversari, non solo fisicamente ma soprattutto psicologicamente. Lui era diverso in tutto, nel fisico, nello spirito, nella filosofia di allenamento, era a se stante, inimitabile e gli avversari che provarono a raggiungerlo o a ripercorrere la sua via fallirono sempre miseramente.

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Il suo fisico era potenza visiva, sbalordivano i muscoli nel loro modo di saltar fuori e striarsi ad ogni contrazione, le pose erano immediate e precise, risultavano essere pugni negli occhi per chi non era abituato a quella visione; portò la condizione fisica e la preparazione su vette mai viste e solo in rarissimi casi riaffiorate con campioni dei giorni nostri. Portò la massa muscolare a livelli nuovi, alzò l’asticella, fu il primo a superare certi pesi arrivando fino a 118kg, roba da capogiro allora: ciononostante fosse un mostro della massa, non risultò mai goffo come altri freaks di allora e di oggi, era sempre regale e maestoso, bello fisicamente e strutturalmente, con ampiezza clavicolareclavicolare indecente e una linea eccezionale per i chili che portava.

Sulla vita di Dorian non c’è’ molto da raccontare, il suo essere schivo e lo sparire praticamente e puntualmente ad ogni Olympia appena vinto e riapparire per quello successivo lo rese celebre (da li il soprannome “The Shadow”) ed era opposto sostanzialmente alle “rock star”, campioni americani provenienti dalle due coste U.S.A. che si davano battaglia a suon di proclamazioni, guest-pose, sfide sui magazine (ai tempi internet non c’era e comunque il worldwide, nel nostro settore, e’ roba davvero recente) e dichiarazioni roventi dove si proclamavano nuove tecniche, sperimentazioni, diete nuove, chili su chili guadagnati, punti carenti migliorati, ecc ecc…. poi però arrivava il giorno della gara.

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Dorian si allenava in uno scantinato nascosto di una cittadina inglese, dove c’erano solo sputi, sudore, lacrime, sangue e ghisa a non finire, con uno stile impeccabile e un intensità e dei carichi rivisti poi probabilmente solo in un unico altro uomo che come lui era noto per la massa e la durezza muscolare impareggiabile, big Ronnie. Lontano dai riflettori, nessuno sapeva nulla di lui, spuntava ogni anno più duro e roccioso e a tutti gli altri atleti che avevano alzato polveroni per mesi si dovevano sfidare per la seconda posizione; l’atteggiamento di questi era più normale e consono per i campioni, lo e’ ancor di più oggi con l’avvento dei social: era Dorian che era diverso, spariva e questa cosa aumentava quell’alone di mistero che lo avvolgeva, era semplicemente inafferrabile, da ogni punto di vista lo si consideri.

Vediamo la carriera di quest’uomo: nato il 19 aprile del 1971 a Sutton Coldfield, piccola cittadina inglese, per spostarsi poi a Birmingham dove si creò il suo regno, la famigerata Temple Gym, il suo status agonistico risulta quanto mai emblema di dominio totale dall’inizio alla fine.

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Nel’86, alla sua seconda gara amatoriale di rilievo (Campionati Britannici), vinse nei pesi massimi; due anni dopo si ripresentò alla stessa competizione aggiudicandosi i massimi e l’assoluto, cosa che gli diede accesso al professionismo.

Il 1990 fu il suo anno di debutto professionistico: fece un’unica gara, la Night of Champions, dove arrivò secondo dietro il compianto Momo Benaziza…. Dorian, perfezionista ossessionato, chiese ai giudici dove avesse perso dal suo avversario: la risposta fu il back, la durezza e i dettagli portati da Momo erano superiori, nonostante fosse più piccolo di lui. Presto detto, sotto con la ghisa, Yates si buttò a capofitto su quel gruppo muscolare, perfezionando nel tempo una routine che, salvo alcuni accorgimenti negli anni, divenne l’allenamento più emulato, studiato e copiato da altri campioni, addetti ai lavori e allenatori del pianeta e il motivo fu semplice: quest’allenamento forgiò una delle migliori (per molti la migliore in assoluto) schiene mai viste. Il risultato fu la vittoria alla N.O.C. dell’anno seguente dove batté stavolta l’avversario campione in carica, il buon Momo, che stavolta non poté fare nulla….

Lo stesso anno (1991) arrivò alla sua terza gara da pro, il suo primo Olympia, a Orlando in Florida, una gara che diede vita ad uno scontro leggendario tra lui e il mito vivente, Lee Haney, con addosso 7 Sandow: la battaglia fu acerrima, mai il re in carica si era trovato di accanto uno grosso quanto lui (forse di più) in tutta la sua carriera, neanche lontanamente, mai stato così in pericolo il suo regno; alla fine Haney, al canto del cigno, si portò a casa il suo ottavo Olympia (nuovo record, battendo il grande Arnold) dopo una battaglia a suon di dorsali, di cui anche Lee era grande interprete, e Dorian, al primo colpo, si aggiudicò un secondo posto dopo aver fatto tremare il re ed essersi messo davanti a grandissimi atleti mai affrontati prima come Vince Taylor, Labrada, Ray, Sonny Schmidt e Benfatto.

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Ritiratosi Haney, la strada era spianata, Dorian era l’uomo più grosso e muscoloso del pianeta, il suo carattere, la sua indole ligia al dovere, alla sofferenza e al sacrificio non potevano che portarlo inesorabilmente al titolo più importante: a Helsinki nel 1992, arrivò pronto e carico e il destino non gli si poté opporre: sbaragliò la concorrenza (al secondo posto un giovanissimo ed esordiente Levrone) nell’anno del ritorno di Lou ferrigno, una gara pressoché dominata dall’inizio alla fine, nessuno gli si poteva avvicinare.

Nell’anno successivo, durante la preparazione finale (7 settimane dall’Olympia) Dorian si fece alcuni scatti che fecero il giro del mondo e scioccarono parecchi addetti, cosa tra l’altro che non faceva mai, lui che era maestro di pretattica, sempre nascosto per non dare punti di riferimento. Dai 109kg dell’anno precedente, queste foto proposero un Dorian a 122kg non lontano dalla forma di gara….mai si era vista una trasformazione del genere prima in neanche un anno, solo esattamente 10 anni dopo un’altra persona fu capace di una trasformazione altrettanto straordinaria, un certo Coleman….ma questa e’ un’altra storia. Comunque all’Olympia di quell’anno a circa 116kg non ebbe assolutamente rivali, nonostante l’astro nascente Flex Wheeler, alla sua prima partecipazione, subito secondo.

Il ’94 fu l’inizio delle sue disavventure con gli infortuni gravi, cosa che probabilmente era dovuto alla sua ferocia senza eguali in allenamento, anche sotto gara a basse calorie: quella volta, ad un paio di settimane dall’Olympia, durante la sua routine per i dorsali arrivò il momento dei rematori a busto flesso col bilanciere (presa inversa) e nella seria effettiva caricò 4 piastre da 20kg per lato, roba normale per lui anche in deplezione di carboidrati….purtroppo quella volta si strappo il bicipite (distacco netto del tendine dall’osso). All’Olympia molti si aspettavano di poter approfittare di un Dorian che non si sarebbe probabilmente presentato al top: la verità fu che, nonostante un braccio non all’altezza dei confronti, il resto era ancora più’ dominante dell’anno precedente, sia in termini di massa che di definizione, anche più pieno sacrificando meno liquidi prima di salire sul palco (cosa che non avvenne del tutto l’anno precedente), la vittoria fu una conseguenza inevitabile, sui soliti avversari Kevin e Shawn e uno nuovo, Paul Dillet (più alto e pesante di Dorian) che a inizio carriera impressionò lo stesso Dorian, che disse in seguito di lui che aveva il fisico ideale per diventare Mr. Olympia ma non ne aveva le capacità mentali. Dorian, che non si scompose per il danno fisico, tirò dritto per la sua strada col suo carattere indomito, forse il vero segreto del suo successo, quella capacità di forza mentale che altri campioni come Flex, Kevin o shawn non avevano, nonostante una genetica forse migliore dell’Ombra Inglese, che precluse loro il titolo massimo del bodybuilding.

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L’anno succesivo, dopo l’infortunio ala cuffia dei rotatori della spalla e lo strappo anche al quadricipite, Dorian andò comunque avanti per la sua strada, inarrestabile come sempre, si presentò all’appuntamento dell’anno ancora più grosso e a ben donde visto l’innalzamento del livello muscolare della competizione, con un Nasser spuntato nettamente più grosso e incalzante e gli altri che non erano da meno. Niente da fare, quarto titolo di fila, anche se i segni delle battaglie adesso cominciarono a farsi sentire e gli avversari incominciavano a presentare fisici all’altezza del Re!

Il 1996 all’Olympia Dorian si presenta un paio di kg in meno ma con definizione e dettagli nuovi (impressionate la posa di schiena di preparazione al lat-spread, dove si vede l’”albero di Natale” più impressionante mai visto), cosa che gli permise di fronteggiare uno Shawn Ray “spellato”, in forma come non mai, e un Nasser ancora più grosso dell’anno precedente (successivamente squalificato al test anti-doping).

Nel 1997 quello che si presenta all’Olympia e’ la versione più grossa di Dorian, sui 118kg, dove doveva fronteggiare un Nasser pronto a sferrare l’attacco decisivo con 127kg impressivi e granitici, uno scontro ormai ad armi pari, da cui Dorian (col tricipite strappato ad un paio di settimane dalla gara) uscì vincitore, non senza il disappunto di molti addetti, non d’accordo col verdetto. Forse la sua aura di invincibilità come rimase al cospetto della sua presenza convinse i giudici in questa che, poi, fu l’ultima sua apparizione all’Olympia, sconfitto alla fine da l’unico avversario in grado di batterlo: gli infortuni. Il tricipite, infatti, unito agli altri strappi e all’aggravarsi dei problemi alla spalla, posero la parola fine ad una carriera da dominatore assoluto incontrastato, pensato, ben 15 primi posti e solo due secondi posti, nient’altro nella sua carriera da Pro, impareggiabile e inarrivabile e con sei Olympia resta a tutt’oggi nei quartieri alti dei Mr. Olympia più vincenti di sempre.

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Yates, come detto, era leggendario per i suoi allenamenti incredibilmente pesanti e di un intensità non comune tra i professionisti; fu sostenitore del sistema H.I.T. e per un periodo abbracciò anche l’Heavy Duty di Mike Mentzer (di cui divenne anche socio d’affari per un breve periodo nel 1994). Gli allenamenti suoi divennero famosi in tutto il mondo definitivamente con l’uscita del video “Blood & Guts”(1996) dove mostrò al mondo intero un allenamento settimanale, che rimase impresso nella mente di un’intera generazione. Famosa divenne anche la sua palestra di Birmingham (Temple Gym) rozzo scantinato sporco e tetro, teatro ideale di torture immani e di esseri usciti dalla fantasia dei fumetti.

Dorian si impegnò anche con una casa di integrazione, promozione di gare e oggi e’ ormai un guru dell’allenamento dove impartisce lezioni di H.I.T. a chi vuole superare i propri limiti nella sua palestra, meta di pellegrinaggi anche di grandi professionisti (tra i quali Chris Cormier, ai tempi d’oro, e un Kai Greene nei primi tentativi di scalata ai vertici mondiali) che sono andati a trovarlo per il definitivo “battesimo del fuoco”, magari per provare una leggendaria routine per i dorsali.

 

Al prossimo articolo  e stay tuned!

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Spiegazione di David Baye sulla divisione della IFBB


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Va bene, è il momento di  risolvere qualche confusione e mettere le cose in chiaro.
L’IFBB e la IFBB Pro League sono entità SEPARATE. L’IFBB per tutti gli scopi essenziali è solo l’organizzazione internazionale amatoriale che crea concorsi dilettanti in tutto il mondo. L’IFBB Pro League, di proprietà di Jim Manion, è l’effettivo corpo organizzativco per tutti i concorsi professionali a cui si riferisce come “IFBB”, tra cui Olimpia, Arnold, New York … ecc.
Quindi, in fondo, ciò che èsuccesso questo fine settimana è che l’IFBB (amateur international) ha voluto avere il controllo completo della Olympia Amatoriale. Sono stati negati tali controlli, ma sono stati autorizzati a giudicare le divisioni internazionali tra cui Wellness, Classic Bodybuilding e Men’s Muscular. Hanno detto no a questo e hanno affermato che se non avessero avuto il permesso di controllare tutto, non avrebbero partecipato affatto. Il braccio di ferro non ha funzionato e gli si è semplicemente fatto  sapere che i loro servizi non erano benvenuti se questi erano i loro termini. Le opzioni, quindi, erano lasciare l’Olympia Amateur e dover  dire a tutti gli atleti internazionali che la loro porzione dell’evento sarebbe stata annullata, dopo tutto il loro duro lavoro, i soldi investiti e il tempo di viaggio, oppure lasciare che i giudici dalla NPC / IFBB Pro League giudicasero come  loro diritto.
La Pro League di NPC / IFBB ha deciso di agire in quello che era nel migliore interesse degli atleti e lasciare che i concorrenti internazionali competano.
I funzionari di IFBB (amatoriali internazionali) hanno deciso di “sospendere” la NPC e IFBB Pro League …e la rimozione di Jim Manion!
Ma ecco l’evento inaspettato… Jim Manion aveva già liberato volontariamente questa posizione la settimana scorsa. E l‘ultima volta che ho controllato non puoi “sospendere” qualcuno da qualcosa dopo che lui aveva già smesso di avere quel ruolo.
Cosa significa tutto questo per la NPC e IFBB Pro League. Niente. Nada. Zero. Le sanzioni / sospensioni significa assolutamente nulla. Sono giuridicamente vincolanti come un ragazzo di 6 anni che butta fuori un altro di 6 anni proprio cortile.
Quello che tutto questo significa, gurando al futuro, è che l’NPC si espanderà a livello internazionale e sarà l’unico modo per arrivare alla IFBB PRO LEAGUE e competere nelle loro competizioni ( l’Olympia con Phil Heath, New York Pro, etc…)
Spero che questo elimini alcuni dubbi.

 

Fonte: FB

2017 IFBB Mr.Olympia Weekend Orari

 

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Il link per vedere lo streaming è questo: https://www.amazon.com/gp/adlp/olympia2017

NON E’ DETTO CHE TUTTE LE CATEGORIE PRO VERRANNO FATTE VEDERE IN DIRETTA STREAMING.

PROGRAMMA

Venerdì – Settembre 15

19:00
IFBB Pro League Judging: Fitness, Bikini and Figure Olympia Judging

19:00
IFBB Pro League Classic Physique Judging

Continuando il venerdì alle (Sabato – Settembre 16)

04:00 di notte
Fitness, Figure, and Classic Physique Finals, 212 and Mr. Olympia Judging

Sabato – Settembre 16

19:00
IFBB Pro League Men’s Physique Olympia and Women’s Physique Olympia – Judging & Final.

Continuando il sabato alle (Domenica – Settembre 17)

04:00 di notte
Bikini, 212 & Mr. Olympia Final.

Il link per vedere lo streaming è questo: https://www.amazon.com/gp/adlp/olympia2017

 

BUON MR OLYMPIA A TUTTI!