Muscle memories: Nasser El Sombaty

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di Michele Parisi

 

Eccoci di nuovo qui, amici di Culturismo Italiano, con la nostra ormai consueta rubrica dedicata ai campioni storici del bodybuilding mondiale.

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Continuiamo con la nostra carrellata di campioni della “golden era”, ossia gli anni ’90, il periodo col più alto tasso di fuoriclasse che ci sia mai stato. Finito il trittico di splendidi esemplari già descritti, perfetti e dalla linea fantastica, oggi si cambia registro…. Come abbiamo visto, in quelli anni ci fu una forte transizione di passaggio da linee e simmetrie pazzesche, all’aumento continuo e costante della massa, con l’inizio dell’ era dei freak. Infatti, dopo Lee Haney, che superava i vecchi standard di peso passati, con Dorian Yates si arrivò alla massima espressione del mostro della massa, oscillando nei sui anni di regno tra i 113 e i 118kg striati e squartati. Il passo successivo aveva un nome e un cognome: Nasser El Sonbaty.

Culturismoitaliano_NasserElSombatyRicordo ancora nel ’97, mentre cercavo nel mio giornalaio di fiducia il numero di Flex (splendida rivista, la più hardcore esistente, che seguivo già da un anno e che purtroppo oggi in Italia non esiste più) e mi ricordo lo stupore nel vedere la copertina: c’era Nasser in uno shooting di allenamento e, a memoria d’uomo, non avevo mai visto nulla di simile e non ricordo di aver più avuto lo stesso shock nel vedere un fisico in tutti gli anni a seguire sino ad oggi…. Era qualcosa di non esattamete definibile o catalogabile, ma sicuramente era il freak per antonomasia, muscoli che esplodevano dando la sensazione che non ci fosse spazio per altro; la linea era quella che era ma i tempi stavano cambiando, quello era il suo tempo….

Nasser nacque il 15 ottobre 1965 a Stoccarda, in Germania, da padre egiziano e madre serba; laureato in scienze politiche, conosceva 5 lingue; comincio ad allenarsi nel 1983 ed iniziò la sua carriera da agonista bodybuilder nel 1985 in Germania. Nel ’90 comincia il suo percorso da pro iniziando con piazzamenti discreti in vari gran prix europei; nel ’91 si misurò con la prima gara importante, la N.O.C. dove però non si classificò. Lo stesso accadde nel ’92 dove non si piazzo ne alla Notte dei Campioni ne a Chicago.

Nasser non ebbe una carriera con un avvio bruciante esattamente come Flex, Shawn e Kevin, con super partenze e podi all’Olympia già dalle prime partecipazioni e vittorie roboanti alle gare principali, quali l’Arnold: era piuttosto come un diesel, partenza a rilento, non riuscendosi praticamente mai a qualificare per l’Olympia per anni; però avanzava costantemente ed inesorabilmente…culturismoitaliano_NasserElSombaty2

Nel ’93 cominciarono a cambiare le cose, con due terzi posti in due granprix europei, mentre l’anno successivo il suo corpo iniziò a presentare miglioramenti che non poterono più passare inosservati: dopo 2 quarti posti in due granprix, arrivò un convincente secondo posto alla N.O.C. che gli diede visibilità per la sua partecipazione al primo Mr. O. dove sfiorò la top six, ma si fece molto apprezzare con un fisico duro, definito, equilibrato e molto qualitativo.

Nel 1995 uscì definitivamente fuori il vero Nasser, col suo potenziale incredibile e una massa da primatista assoluto: dopo una serie di piazzamenti, si presentò con un fisico che sfiorava i 116 kg alla N.O.C. dove batté il grande Vince Taylor e un Ronnie Coleman ancora lontano dal “re” che fece storia…. fu l’inizio della sua definitiva ascesa, culminata al terzo posto all’Olympia (dove, a detta di molti, meritava il secondo posto davanti Kevin Levrone….): memorabile il momento in cui, nel primo confronto a tre tra Dorian, Kevin e Shawn, venne richiamato Ray e al suo posto entrò Nasser, che si mise a fianco a Yates per i confronti: boato degli spettatori presenti, che si esaltarono nel vedere per la prima volta uno sfidante che era all’altezza del campione in termini di massa e muscolosità, con un paio di kg in più rispetto a lui (118 a 116kg), perdeva nelle pose di dorsali, guadagnava nel reparto braccia-deltoidi, mentre le gambe erano lì….(memorabili i polpacci di entrambe, tra i migliori della storia).

Culturismoitaliano_NasserElSombaty3Nel ’96, dopo vari granprix e alcune vittorie, si presentò al grande evento dell’anno più grosso e tirato che mai: adesso era una minaccia reale per Dorian, che trovò in lui l’unico in grado di stargli accanto, l’unico che non riusciva a sovrastare ma che a tratti sembrava più grosso di lui, avendo egli ormai superato i 120kg (numeri da capogiro per l’epoca e anche per oggi visto che questo peso e’ stato raggiunto da ben pochi dopo di lui….); ahimè, quell’anno erano previsti i controlli antidoping e nonostante si fosse guadagnato un terzo posto che gli andava strettissimo dietro Dorian e Shawn, fu squalificato; si rifece la gara successiva dove arrivò secondo dietro Dorian a casa sua, granprix d’Inghilterra.

1997, l’anno più importante per lui in carriera, ebbe due grandi appuntamenti: l’Arnold Classic a Marzo dove si dovette arrendere a un Flex tornato “supremo” come inizio carriera; all’Olympia, col forfait di Wheeler, ancora una volta vittima di se stesso, era la sua grande occasione di puntare Dorian in uno scontro memorabile. Con 127Kg, il Nasser che si presentò al grande appuntamento era uno dei migliori atleti mai visti su quel palco nella storia, grosso come mai si vide prima in un bodybuilder, tirato, proporzionato con gruppi muscolari assurdi…. nonostante per molti addetti ed esperti dovesse vincere lui, i giudici non furono dello stesso avviso e lasciarono Dorian campione, in quella che, poi, risultò essere la sua ultima vittoria prima del ritiro.

Il ’98 inizia come quello precedente, con una sconfitta contro quello ché, forse, e’ il miglior Flex Wheeler di sempre, all’Arnold Classic; l’Olympia sembra offrirgli una nuova opportunità (a lui come a tutti gli altri grandi pretendenti al titolo) per via del ritiro di Dorian: si presentò con una versione più asciutta, non dovendosi più scontrare con Dorian, dovette puntare ad un fisico più qualitativo e cesellato per scontrarsi con Flex, che per molti era il favorito…. la storia ci ha poi detto che un certo Ronnie sbaragliò la concorrenza, imponendosi sui due favoriti, Flex e Nasser (secondo e terzo) con un fisico uscito dal nulla che sbalordì il mondo intero.

Nel ’99 Nasser cominciò bene la stagione imponendosi finalmente all’Arnold, titolo culturismoitaliano_nasser-el-sonbaty4sfiorato nelle due precedenti edizioni e raggiunto finalmente (anche per l’assenza di Flex) con un fisico nuovamente più pesante che esaltava maggiormente le sue caratteristiche migliori, sfiorando i 130kg…. fu quello però per El Sonbaty il canto del cigno, il punto culmine della carriera a cui seguì una discesa continua. All’Olympia di quell’anno arrivò solo sesto con un fisico non all’altezza per errori nella preparazione.

Gli anni seguenti videro un quinto posto all’Olympia del 2000, a cui seguì la caduta definitiva e costante con il nono posto nell’edizione del 2001 e il 15° nel 2002. Con un fisico sempre più ridimensionato rispetto alla miglior versione di Nasser e alcuni gruppi muscolari dalla forma strana che non convincevano del tutto i giudici, chiuse la carriera nel 2005 all’Europa Supershow con un 14° posto….

Nasser morì nel sonno durante un soggiorno in Egitto, luogo d’origine del padre, pochi giorni dopo aver annunciato di voler tornare a gareggiare: era il 20 marzo 2013.

Nasser gareggiò in ben 53 gare professionistiche, si qualificò a 10 Mr. Olympia consecutivamente presentandosi in nove e sfiorando il titolo; fu presente in oltre 60 culturismoitaliano_nasserelsonbaty5copertine di magazine del settore e famoso per allenamenti brutali con pesi incredibili, come documentato da vari VHS come Battle for the Olympia e una serie di documentari sulle sue preparazioni, sia in offseason che in pregara.

Uno dei più grossi e mostruosi che si siano mai visti (anche oggi), freak per antonomasia, fu l’unico a battagliare ad armi pari con uno dei più forti Mr.O di sempre, Dorian, il quale vide in lui il suo peggior avversario.

E anche questa volta abbiamo dato, di un altro grande campione abbiamo raccontato le gesta, vi do dunque appuntamento alla prossima volta con un altro racconto avvincente, la storia di un altro grande campione.

Arrivederci e stay tuned!

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