Muscle memories: Kevin Levrone

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di Michele Parisi

 

culturismo-italiano_kevinlevrone-8Ben tornati ragazzi a questa rubrica dedicata ai campioni degli anni passati. Dopo il grande successo ottenuto con i primi due campioni trattati (Flex Wheeler e Shawn Ray) chiudiamo questo trittico di campioni che negli anni ‘90 ha dominato tutti i palchi più importanti al mondo come l’Olympia, l’Arnold e la N.O.C., vincendo praticamente tutto, ma accomunati anche dall’incapacità di afferrare quella statuetta tanto ambita dai grandi culturisti della storia mondiale. Si sono alternati, infatti, nella seconda posizione dietro a quelli che, forse, sono stati i più forti Mr. Olympia di sempre: Dorian Yates e Ronnie Coleman. Il terzo di questo trio di super campioni e la Maryland Muscle Machine in persona, Kevin Levrone.

Kevin nacque il 16 luglio del 1964 a Baltimora, nel Maryland, da padre italiano e madre americana. Il più piccolo di sei figli, perse da giovane entrambi i genitori, ammalati di cancro, cosa che lo portò in seguito a partecipare attivamente a molte manifestazione per la lotta e la cura del cancro. Si appassionò al bodybuilding molto presto, dopo aver visto il cugino militare, che non vedeva da tempo, e l’effetto che gli esercizi provocarono sul suo corpo: fu così che decise di iniziare.  A 27 culturismo-italiano_kevinlevrone-3anni iniziò la sua brevissima carriera amatoriale: infatti, dopo un secondo posto ai Jr. Nationals del ‘91, vinse categoria pesi massimi e assoluto ai Nationals dello stesso anno, guadagnandosi il tesserino da professionista.

L’anno seguente debuttò come pro ed ottenne, rispettivamente, una vittoria al G.P. di Germania, un secondo posto in Inghilterra e un terzo al Chicago Pro, seguito dalla vittoria alla prestigiosa Night of Champions. L’anno lo finì da vice campione al Mr. Olympia, al suo debutto su questo palco, dietro a Dorian, che proprio quell’anno cominciò il suo regno.

Qua il destino sembra molto simile ad un campione già trattato, Flex Wheeler: anche Kevin, ancora giovanissimo, finisce secondo all’Olympia e, vista l’età’ e il potenziale espresso e quello inespresso, ci si aspettava che il massimo titolo fosse questione di tempo ma comunque nel suo destino, proprio quel destino che può modificare e cambiare tutto da un momento all’altro….

culturismo-italiano_kevinlevrone-7All’inizio della stagione seguente infatti (febbraio 1993), durante una serie di spinte su panca piana con bilanciere con oltre 270 kg (avete letto bene), subì il distacco netto dall’osso del grande e del piccolo pettorale destro. Fu operato chirurgicamente ben due volte (la seconda volta a causa di un’ infezione) per riattaccare il muscolo, che, ovviamente, non poteva più avere la forma originale nonostante il successo dell’operazione… il recupero sarebbe stato lento e doloroso e le percentuali di ritorno a certi livelli erano minime; molti detrattori dell’epoca auspicarono la fine della sua carriera, i più moderati dissero che anche se fosse tornato a gareggiare, le possibilità di allenarsi in un certo modo per competere con i mostri del tempo erano remote.

Il rientro alle competizioni avvenne comunque lo stesso anno e il Kevin che si ripresentò non era sottodimensionato, nonostante la qualità non fosse al top: rientrò con un (un po’ deludente) 5° posto in Francia, ma rientrò. In Finlandia si rimise in carreggiata con un secondo posto seguito da un 3° in Spagna e addirittura una vittoria in Germania; dovette però tornare con i piedi per terra all’Olympia con un 5° posto, anche se, rientrare tra i finalisti per uno a cui pochi mesi prima avevano preannunciato una carriera finita, non fu affatto male; chiuse la stagione ’93 con un 3° posto in Inghilterra.

culturismo-italiano_kevinlevrone-6Il ’94 fu l’anno del definitivo ritorno ai ranghi alti del professionismo, nonché della definitiva consacrazione nel gotha del bodybuilding: al pronti via della stagione, subito 4 vittorie su 4: al San Jose Pro, ai gran prix di Francia e Italia e all’Arnold Classic, dove batté un agguerritissimo Vince Taylor, fresco campione all’Ironman Pro. All’Olympia arrivò 3° dietro l’imbattibile Dorian e a Shawn Ray (anche se molti videro Kevin davanti quest’ultimo….), comunque ormai Kevin si era ripreso appieno dall’infortunio e sicuramente era migliorato, con una massa e una muscolatura che non temeva rivali al mondo; seguirono 3 secondi posti consecutivi alle 3 tre gare del tour europeo post Olympia.

Il ’95 lo dedicò interamente alla preparazione al Mr. Olympia, cercando di apportare al fisico quei miglioramenti che gli avrebbero permesso di battere una volta per tutte Dorian e vincere il suo primo Sandow: ci andò vicino, arrivando nuovamente secondo, ma dovendosi difendere stavolta dall’ascesa di un mostro egiziano venuto dall’Europa che ebbe miglioramenti sbalorditivi, nonché un drastico aumento di peso e muscoli nel giro di un anno: Nasser El Sonbaty. Nelle 4 gare successive del tour europeo post Olympia, arrivò sempre primo, tranne in Inghilterra dietro al padrone di casa….

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Il 1996 parte alla grande per Kevin con tre vittorie consecutive, al San Jose Pro, all’Arnold (dove batté immeritatamente un grandissimo Flex Wheeler, una delle decisioni più controverse della storia….) e al San Francisco Pro. La seconda parte della stagione non sarà però altrettanto all’altezza: 3° all’Olympia (dopo la squalifica di Nasser, ormai talmente migliorato da essere l’unico a mettere in seria difficoltà Dorian….) e una serie di piazzamenti tra il 3° e 5° posto nelle gare successive l”O”.

Il 97’ Kevin si dedicherà all’aumento di massa passando dai suoi classici 108-109 Kg per 1,78, a circa 113kg visto che si ritrovava a combattere con quelli che erano i mostro del momento, Dorian (117kg) e Nasser (123kg), cosa che gli avrebbe permesso di combattere ad armi pari: la cosa funzionò in parte, con ben 6 vittorie in stagione, ma nei grandi appuntamenti non funzionò, visto che all’Olympia, oltre a perdere dai due campioni mostri della massa culturismo-italiano_kevinlevrone-4prima citati, finì dietro anche Ray che era il piu’ piccolo, ma con una qualita’ superiore che stavolta lo premiò.

Il ’98 fu un anno particolare: il ritiro di Dorian metteva tutti in gioco, lui, Flex, Shawn, Nasser e Ronnie Coleman (che sembrò improvvisamente in ascesa), tutti in un calderone che creò l’attesa più grande mai stata alla vigilia di un Mr. O. : Kevin aveva la possibilità della vita, come gli altri, l’occasione era troppo ghiotta, ma alla Notte dei Campioni perse con uno sbalorditivo e completamente nuovo Coleman che si mise in lizza a pochi mesi dall’evento (inaspettato visto che l’anno prima arrivò solo 9° all’Olympia….). IL segnale arrivò da lì, Ronnie si presentò imbattibile, con più muscoli di Nasser e più qualità di Flex…. Kevin solo 4° (come l’anno prima) con più muscoli e più duro, ma non fu sufficiente….

culturismo-italiano_kevinlevrone-11La versione più pesante non rendeva sul fisico di Kevin che, l’anno successivo, ridiscese di peso rimettendo in mostra la linea stupenda e quei solchi e rotondità muscolari che avevano pochi confronti: il risultato fu ancora un 4° posto all’Olympia, nel periodo più duro e competitivo della sua storia (il biennio ‘98-‘99 in particolare).

culturismo-italiano_kevinlevrone-2Il 2000 lo possiamo definire comel’anno della seconda carriera di Kevin: tornato più leggero con un look più snello ma con muscoli estremamente duri che risaltavano molto di più che in passato, la vita mai stata così stretta che mise in difficoltà anche il sempre più gigantesco Ronnie, la cui struttura e lo stomaco cominciarono a risentire pesantemente della massa incontrollata: Kevin, che capì che non poteva battere i mostri al loro stesso gioco, la massa su tutto, si presentò nella forma migliore possibile e arrivò secondo a quell’Olympia, mettendosi definitivamente davanti ai rivali storici Flex, Shawn e Nasser.

Nel 2001 Kevin si presentò buono ma non come l’anno prima, cosa che gli permise di battere i rivali più accreditati ormai nella loro parabola agonistica discendente, ma arrivò terzo, dietro al solito Ronnie e all’astro nascente Jay Cutler, sbucato dal nulla, che sarebbe dovuto uscire dal palco con la statuetta in mano, ma decisero che non era ancora il suo momento….

L’anno successivo, Kevin, che fino a tre mesi prima dell’Olympia non era neanche 90 kili e fuori forma, si presentò cculturismo-italiano_kevinlevroneon una delle sue forme migliori di sempre (che risultò anche il suo canto del cigno) a 111 kg, pieno, tirato, con deltoidi e braccia degne della walk of fame del bodybuilding mondiale. Approfittò dell’assenza di Jay (ancora scottato dal “furto” subito l’anno precedente) ma non riuscì a battere Ronnie, che quella sera era tutt’altro che imbattibile…. Per la quarta volta Kev arrivò ad un passo dal Sandow.

Nel 2003, con la sua partecipazione all’Olympia, arriva il suo stop alle competizioni: un sesto posto, dovuto ad una forma non impeccabile per via di uno strappo al tricipite poche settimane prima del grande evento chiuse una carriera dove vinse ben 23 gare professionistiche, record assoluto ai tempi (battuto da Ronnie nel 2004) e 12 presenze consecutive senza mai scendere dai primi sei, con 4 secondi posti, 2 terzi posti e 3 volte quarto.

Grandissimo artista nella vita, capace di esprimere se stesso e la sua anima attraverso il fisico, ma anche con la musica, con la su band, i Full Blown (memorabile la sua esibizione individuale all’Olympia 2002 dove posò con una canzone del suo gruppo, da lui stesso cantata….), nonché come attore in film d’azione.

In palestra era uno dei più forti mai visti, in grado di fare sei ripetizioni di panca piana con 220 kili e 8 reps di lento dietro con 180Kg come documentato dai suoi video d’allenamento tra cui i vari “Battle of Olympia” e il celeberrimo “Maryland Muscle Machine”(video documentario da cui derivò uno dei suoi soprannomi); fisicamente rimarrà nella storia per lo sviluppo del blocco torace-spalle-braccia che fecero della sua posa di espansione toracica una delle migliori di sempre; i deltoidi e trapezi sono forse i migliori in assoluto mai visti, per l’equilibrio tra le porzioni, la forma, la massa, i dettagli e la vascolarizzazione (e senza oli, protesi e strani bozzi, oggi molto in auge….); i tricipiti che hanno come unico paragone possibile quelli di Phil Heath….

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Grande posatore, con uno stile elegante, ma più potente rispetto ad altri, un pò “rock”, come la sua anima.

Nel 2016 e’ tornato, grazie ad un invito speciale, al Mr. Olympia, con un preparazione lampo di 4 mesi dopo 13 anni di semi-inattività di allenamento. La prestazione, a 52 anni, non poteva ovviamente impensierire i top mondiali, ma il suo “esserci” (che ha fatto discutere) ha fatto piacere ai nostalgici (come il sottoscritto) che hanno goduto della sua presenza indipendentemente dalla forma palesata: le culturismo-italiano_kevinlevrone-14gambe, non all’altezza di quel palcoscenico (per via di un grave infortunio al ginocchio), non hanno però oscurato una parte superiore che non era lontanissima dalla sua forma migliore, col marchio di fabbrica spalle-tricipiti sempre in grado di combattere anche con i giovanotti di oggi….

Bene ragazzi, anche stavolta abbiamo finito con un altro grande campione storico, ci risentiamo presto con una altra grande carriera da raccontare di un campione del passato.  A presto!

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