Carboidrati, cosa sono?

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Bentornati alla nostra serie di articoli a scopo informativo e divulgativo con obiettivo prefissato, quello di aiutare ad avvicinarvi a questa disciplina con nozioni di base su vari argomenti, in questo caso ALIMENTAZIONE, in modo da rendere di più facile e semplice compresione alcuni temi che vi serve conoscere per poter migliorare il vostro aspetto fisico nel mantenimento della perfetta salute ed efficienza fisica. Dopo aver suddiviso i vari nutrienti in macro e micro, ed aver chiarito  che i macronutrienti sono tre, dopo l’articolo sulle proteine, che trovate QUI, oggi e’ il turno dei CARBOIDRATI.

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I carboidrati sono il nutriente per eccellenza in materia di energia: infatti, specificato il fatto che tutti e tre i macronutrienti possono essere, attraverso processi più o meno complessi e diversi tra loro, tramutati in energia, i carboidrati sono la “benzina” per eccellenza, la fonte di combustibile più immediata e di facile utilizzo a disposizione del corpo. I carboidrati, detti anche glucidi o zuccheri, vengono scissi man mano in zuccheri più semplici fino a ridursi all’elemento primario, il glucosio; più un carboidrato e semplice, meno passaggi ci vorranno per essere scisso in glucosio (se non trattasi di glucosio puro direttamente) e in tal caso la disponibilità energetica per l’organismo sarà pressochè immediata, ma altrettanto velocemente il corpo ne finirà le scorte;
Più, invece, il carboidrato è complesso, maggiori saranno i passaggi di scomposizione (digestione) dando all’oraganismo energie lentamente disponibili in modo centellinato e per un perdiodo più prolungato.

mdbw1Partendo dal fatto di aver compreo che il carboidrato può essere “semplice” e “complesso” , questo si presenta con un indice glicemico quasi sempre associato alla sua tipologia. Ossia più semplice da scindere è un carboidrato, maggiore sarà il suo indice glicemico, piu’ complesso sarà il carboidrato, minore quasi sempre sarà l’indice glicemico. L’indice glicemico è importante, anche se a volte è stato sopravvalutato, per capire il potenziale “ingrassante” (oltre che di deposito di zucchero nel torrente ematico, cosa da tenere in considerazione per i valori della glicemia, soprattutto in presenza di malattie come il diabete in tutte le sue forme…) poichè, a meno che non si ha necessità  immediata (tipo durante l’attività fisica) è più facile che questo zucchero rimanga inutilizzato e (anche se una parte va a rimpinguare le scorte di glicogeno ossia la forma con cui lo zucchero diventa nell’organismo materiale di deposito, come gli altri macronutrienti, in tal caso nel fegato e nei muscoli) venga trasformato in acido grasso e depositato come tessuto adiposo (grasso corporeo) nel corpo.
I carboidrati sono dunque un arma nel nostro arsenale, ma vanno usati in modo cosciente e sceglierne la fonte giusta (nell’orario e quantità’ giusta) a seconda dell’ utilizzo/scopo prefissato…. Le diete moderne in modo sbrigativo hanno condannato i carboidrati, cosa che tra l’altro va di moda anche in ambienti e persone che non hanno dimistichezza e competenza per sapere cosa stiano facendo….la verità oggettiva, le ricerche, i risultati e in fin dei conti i fatti (perchè l’esperienza conferma) ci dicono che una dieta povera (se non priva) di carboidrati porta ad una riduzione del peso corporeo e del grasso, anche non necessariamente in presenza di allenamento; però è anche vero che alla lunga questa scelta porta a predita anche di massa muscolare e ad una certa tossicità dovuta alla probabile formazione di corpi chetonici (non sempre) che sono sostaze di scarto dovute alla mancanza cronica di zuccheri.

CulturismoItaliano_culturista04Il corpo si intossica insomma, o per lo meno si affatica perche cerca di riprodurre glucosio partendo da altre fonti, cioè dagli altri due macronutrienti. Così (nell’articolo precedente abbiamo visto come tramite la gluconeogenesi si trasformino tre aminoacidi in glucosio)si cerca di forzare un meccanismo che per il corpo dovrebbe esserci solo in emergenza, un po come forzare una macchina diesel a camminare con la classica benzina…. L’ideale dunque sarebbe mangiare la giusta quantità di carboidrati (e dalle giuste fonti) per garantire al corpo le normali funzioni vitali e di dispendio energetico per le varie attività giornaliere, oltre a dovervi permettere un duro allenamento senza la quale non partirebbero i vari processi che portano poi alla massima crescita muscolare. il nostro obiettivo primario.

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Poi magari per arrivare a condizioni molto basse di grasso corporeo (tipo prima di una competizione di bodybuilding o in qualunque sport dove si deve rientrare in una specifica categoria di peso) si può optare per una dieta low o zero carb per un breve periodo.

Concludiamo dicendo che le fonti di carboidrati sono sotto varie forme, di consistenza diversa, semplici e complesse, e contenute anche in cibi che solitamente non conteggiamo come fonti anche se ne hanno un contenuto non indifferente (esempio il latte); i carboidrati complessi si trovano di solito in tutti i farinacei, i prodotti e derivati dei cereali come pane, pasta e riso, ortaggi e tuberi come le patate, i legumi come fagioli, lenticchie, ceci… tanto per citare le classiche fonti. Importanti sono anche frutta e verdura: la frutta come fonte di zuccheri semplici anche se per la quantità di sostanze extra (micronutrienti come vitamine e minerali) risulta fondamentale pe runa alimentazione sana; lo stesso dicasi per la verdura, anche se la quantita di carboidrati spesso è irrisoria per via del fatto che il suo contenuto è quasi completamente di tipo fibroso, e quindi, poichè il corpo non è in grado di assimilare le fibre, la quantità di carboidrati in essa contenuta spesso non viene conteggiata. Nel prossimo articolo concluderemo la panoramica sui macronutrienti parlando del terzo elemento: i grassi.
Rastate con noi!

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