Intervista a Viviana Violante – icona del Bodybuilding Femminile Italiano

Viviana Violante è forse l’atleta donna che più di ogni altra ha stravolto e scardinato i parametri del bodybuilding femminile italiano. Lo ha fatto quando è apparsa sulle scene e da allora nessuna come lei ha avuto un impatto così dirompente sui nostri palchi. Grossa, decisamente grossa, una vera fabbrica di muscoli. Ho conosciuto Viviana prima sui palchi di gara e solo dopo ho avuto il piacere di conoscerla di persona. La prima volta è stato in occasione di una cena tra “amici”, tra i quali Gian Marco Pagliai (storico redattore di Cultura Fisica, ndr), Giovanni Cianti (campione, tecnico, ricercatore, nonché disegnatore eccelso), Carlo Puzzilli (da sempre uno dei più abili fotografi del settore), alla quale sia io che lei eravamo stati invitati. Il caso ha voluto che io e Viviana fossimo seduti accanto: era la prima volta che vedevo una donna grossa quanto e forse più di me (e all’epoca ancora mi difendevo benino…). Poi ci siamo incontrati altre volte e ogni volta ho avuto modo di constatare quanto Viviana fosse una persona piacevole, intelligente ed estremamente simpatica. Almeno per me, ma so di non essere l’unico a pensarla così. Ultimamente ci siamo risentiti e il pensiero è subito andato a quegli anni e, come quando dopo aver fatto un pezzo di strada insieme ci si gira per vedere il cammino fatto, abbiamo guardato quel periodo che oggi ci sembra “mitico” e ci siamo lasciati andare ai ricordi.

Mi piacerebbe guidarvi alla scoperta di questa ragazza e atleta eccezionale, partendo dai suoi inizi, lasciando a lei stessa il compito di descriversi.

Dove e quando hai iniziato ad allenarti?

Ho mosso i miei primi passi in palestra all’età di 13 anni… facevo atletica allora e due volte la settimana facevamo allenamento alla palestra dell’Arena Civica. Ricordo panca orizzontale le serie con 38 kg… poi mi sono allenata sempre in prospettiva delle gare di Eptathlon e a 17 anni ho abbandonato l’Atletica leggera perché una nuova “febbre” mi aveva contagiato. Volevo diventare “grossa”… credo di esserci riuscita !!!

Perché, cosa ti è piaciuto del bodybuilding che ti ha spinto fino alle gare?

Da circa 30 anni mi chiedo quale sia stata la molla “vera”, profonda che mi ha spinto verso la nostra disciplina Andrea… tante le motivazioni… ero timida, insicura e forse pensavo che un corpo forte e muscoloso mi potesse costruire una sorta di “corazza” a protezione di quella Viviana che un po’ temeva il mondo… forse… o forse l’input, il desiderio di cambiare e creare un corpo plasmandolo con le proprie mani mi attirava a mo’ di sfida… non mi piacevo e mi volevo diversa. Forse era un modo per uscire da quella “normalità” che tanto mi spaventava. O forse, più semplicemente, si nasce con questa passione ed è come un gusto… innata. Più probabilmente un mix di tutte queste motivazioni ha fatto sì che una volta intrapresa la strada io poi abbia continuato negli anni sempre con l’intento di crescere e migliorare. La prima gara è stata un po’ un gioco… ma una volta salita sul palco l’emozione è stata cosi’ forte, cosi’ totalizzante… che non ho più saputo farne a meno.

Mi ritrovo molto in questa tua risposta, anche io ho pensato spesso di aver iniziato, oltre che per una passione innata per i corpi muscolosi, anche per costruirmi una “corazza” che mi aiutasse a proteggermi e ad affrontare il mondo. E devo dire che spesso è stato proprio così. Torniamo a te: qual è stato il tuo percorso agonistico, quali le gare che ricordi con più affetto, quelle che ti hanno dato più soddisfazione?

Gran Prix Citta di Rimini 91… il fisico c’era ma era ancora tutto da scolpire! Salsomaggiore Terme 92: un netto miglioramento. Prima gara importante Selezione Campionati Europei Ifbb 94… una vittoria che mi ha portato poi in Russia a rappresentare l’Italia. Emozionante portare il tricolore!!! Poi tante competizioni: Europei, Mondiali, fino alla selezione Giochi del Mediterraneo dove sono stata “invitata” a passare al professionismo in quanto il mio stato di forma era stato giudicato troppo hard per il pubblico Italiano. Non mi sentivo ancora pronta per gareggiare fra le PRO quindi ho terminato l’anno preparando il Trofeo Due Torri edizione 95 che è stata una della vittorie mie più belle. Ricordo il pubblico e un pose down entusiasmanti!! Forse in Italia la vittoria più bella. Ho trascorso l’anno successivo gareggiando tra le file della IPF di Arturo Petrarca, dove ho vinto due Gran Prix e due selezioni Europee e Mondiali. Nello stesso anno vincevo anche il campionato Europeo e Mondiale della WPF e finalmente coronavo il mio sogno: gareggiare nel circuito professionista IFBB.

Dal 97 al 2000 ho gareggiato quindi fra le pro partecipando all’unica gara presente per la categoria Body Building, il Jan Tana che allora si svolgeva in Virginia. Questo è a grandi linee il mio percorso agonistico.

A distanza di tempo, guardando indietro, pensi che il bodybuilndig e l’agonismo abbiano in qualche modo cambiato e determinato la tua vita?

Il Body Building è sempre stato parte integrante della mia vita che pero’… e aggiungo per fortuna, non è solo BB ma tanto, tanto altro. Certo l’agonismo prima e l’allenamento quotidiano ora come allora, sono parte della mia giornata e sempre lo saranno. Credo che chiudersi sia sempre un errore. La vita è cosi’ piena di cose belle e degne di essere vissute che mai il mio sport mi ha limitato nello sperimentarle. Terminato l’agonismo nel BB infatti ho ripreso a praticare tutte le attività che ho sempre amato: alpinismo, arrampicata, snowboard, parapendio, mountanbike, pugilato, canoa e tante altre. Sono e sarò sempre un’atleta e una body builder… ma Viviana è persona a 360 gradi quindi difficile racchiudermi in una definizione o in un unico ambito.

Anche qui non posso fare a meno di condividere in pieno la tua filosofia di vita e come te anche io penso che la vita è un dono, il più grande, e merita di essere vissuta in pieno, al massimo, cercando di cogliere tutto quello che può offrirci, con entusiasmo e voracità, non solo nello sport ma in ogni attività Oggi di cosa di occupi? Ti alleni ancora?

Oggi come ti dicevo mi considero un’atleta a 360 gradi e resto “aperta” a tutte le esperienze che riescono ad entusiasmarmi… resto e resterò sempre una Body Builder. Io amo essere “grossa”. Per questo mi alleno tutti i giorni e vivo con grande serenità il mio essere culturista e il non aver più bisogno di gareggiare per sentirmi tale. Mi alleno per essere come più mi piace. Grossa, tirata, hard !!! Senza dover sottostare a obblighi, limiti o canoni dettati da federazioni, giudici e linee federali. In massima libertà!!! Liberatorio sai Andrea ??? 🙂

E come vedi l’agonismo attuale?

Risponderò alla tua domanda correggendola Andrea…

Come vede la Viviana di oggi l’agonismo ?

A questa domanda posso risponderti…perché vedi Andrea, l’agonismo è sempre uguale. Oggi come ieri. Cambiano giudici, presidenti, sigle, ma il concetto è sempre immutato. Una body builder donna ha enormi limiti se vuole gareggiare. Molti più limiti e confini da rispettare dei colleghi uomini. Perché il BB è sport dove la soggettività è parte della gara. Le linee federali e gli interessi economici che girano dietro alle federazioni disegnano tali spazi. Quel che “deve” essere una body builder in gara è sempre dettato dalla federazione e chi gareggia deve sottostare a sigle, canoni che sono “calati dall’alto”. Questa caratteristica dell’agonismo nel BB mi è sempre stata stretta Andrea. Io, e mi ripeto, mi sono sempre allenata per diventare ciò che IO volevo diventare. Mai mi sono piegata al volere altrui. Per spiegarci meglio… Mai mi sono presentata diversa per assecondare linee federali che mi volevano più morbida, più piccola, meno hard. E molte volte ho pagato in prima persona come tante mie colleghe questa decisione. Cosa penso dell’agonismo quindi ? Penso che c’è un tempo per ogni cosa e quindi anche quello x gareggiare ma poi ….la vera essenza della nostra disciplina vuole che ogni atleta, ogni body builder vinca la “sua” gara con se stesso, verso se stesso, non verso altri. La gara vera quindi non termina mai, perchè ad ogni allenamento noi “combattiamo” “contro” noi stessi, contro i nostri limiti, contro le parti fisiche ( ma non solo ) che vogliamo correggere e modificare. Termina il tempo x gareggiare e dura tutta la vita invece il tempo x sfidare noi stessi. Questa è la mia filosofia di body Builder oggi Andrea.

Parlando con te è come se sentissi l’eco dei miei pensieri: anche io come te ad un certo punto mi sono sentito come estraneo a certe scelte del culturismo, e come te ho preferito allenarmi solo per me stesso, concedendomi in un paio di occasioni una passeggiata sul palco solo per il gusto di farlo. Senza ascoltare le scelte prese e imposte da altri. Questo mi porta all’ultima domanda: oggi in Italia le atlete Hard si sono quasi completamente estinte, o comunque vengono richiesti dei canoni molto più contenuti, penalizzando una donna ritenuta eccessivamente muscolare. Cosa pensi di questa tendenza?

 In parte Andrea ti ho già risposto a questa domanda nelle mie risposte precedenti. La tendenza italiana a “volumi e definizioni” più soft ricalca la tendenza internazionale, le riviste del settore, anche le più hard hanno completamente escluso da tempo le donne “grosse”. Nessuna foto neanche della competizione regina: il Miss Olympia. Le donne hard non hanno dignità di esistere parrebbe. Cosa ne penso Andrea? Una rispostaccia non credo farebbe bene all’immagine di noi donne “fuori canone”. Mi limiterò a dirti ciò che dico sempre alle ragazze che vogliono gareggiare e che mi chiedono consiglio: “RAGAZZE, ALLENATEVI PER DIVENTARE CIO’ CHE VOI VOLETE ESSERE, NON CIO’ CHE ALTRI SI ASPETTANO CHE VOI SIATE”. Questo è il mio pensiero a proposito Andrea. Le donne dovrebbero essere libere di scegliersi il tipo di fisico a cui aspirano. Ci saranno quindi quelle che amano essere più morbide e quelle che come me amano esserlo meno. Io amo la nostra disciplina. La cosa più importante che mi ha donato NON sono i muscoli, ma la consapevolezza che se voglio raggiungere un obiettivo posso farlo. Ed anche bene. Direi che non è male vero Andrea ? Tutto il resto è cosa di poco valore per me.

Sì, sono completamente d’accordo. Come te ho lottato per diventare ciò che poi sono stato e sono, ci ho messo impegno, costanza, disciplina, sapendo che era l’unica via per ottenere ciò che a me piaceva. Una regola di vita che dalla palestra alla vita di tutti i giorni mi ha sempre premiato: con il lavoro e l’impegno ho ottenuto tanti risultati e tante soddisfazioni. Ti ringrazio per aver risposto con tanta chiarezza ed onestà. E credo che al di là di gusti e fattori estetici che sono e devono essere squisitamente personali, tu possa essere un esempio per tante giovani ragazze. Un poeta ha scritto che la vita è coraggio, fantasia e lotta dura con la voglia d’inventare. Io aggiungo anche coerenza, come quella di Viviana Violante.

Un abbraccio

Andrea Nuccitelli per Cuturismo Italiano

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