Io, papà e Marco….la famiglia Schembri!

di Andrea Schembri

In casa Schembri il podio è un luogo familiare. E sul palco, a posare, spesso ci salgono insieme, padre e figlio.
Armando, 53 anni da pochi giorni, è un agente di polizia stradale. Ha iniziato a far pesi trent’anni fa, quando era in servizio a Cesena. “Iniziai perchè era anche un modo per fare amicizie” – spiega. La sua passione, in realtà, è sempre stata il motocross, dove ha raggiunto buoni traguardi. Poi la scelta del bodybuilding, anche se ha interrotto più volte. “Mi sono sempre allenato – chiarisce Armando -, ma partecipavo alle gare in alcuni periodi, poi smettevo”. Fino a quando qualcuno lo ha spinto a tornare sul palco. Il figlio Andrea, che oggi ha 27 anni, e da quando aveva diciotto anni si allena con costanza ed ottimi risultati. “Nel 2005 – racconta Armando – ho preso parte ad una gara senza troppe ambizioni, a Palermo. Subito dopo ad Ispica, al Gran Prix, dove ho ottenuto due primi posti in altrettante categorie e il primo posto assoluto. L’anno dopo, nel 2006, ho vinto i campionati regionale, poi terzo posto ai campionati nazionali, a Roma”. L’elenco dei titoli è lungo. Nel 2008 ancora a Donnalucata al Gran Prix. Il 2012 è un anno importante con la partecipazione al Campionato del mondo a Roma. “Fin da ragazzino – racconta Andrea – i miei idoli erano Schwarzenegger, Stallone: tutta gente muscolosa. Già allora pensavo che nella vita bisogna essere speciali in qualcosa, nel mio caso lo sport che pratico. Pensavo, e penso anche oggi, che qualunque cosa va fatta al massimo, e non sono felice se non raggiungo il limite massimo in tutto. E questo secondo me significa vivere pienamente, piuttosto che limitarsi a esistere. Ho bisogno sempre di una sfida, di competere e mettermi alla prova… È questo il mio carattere: sono al mondo e sono fatto così”. In casa c’era già una piccola palestra, quale migliore occasione per mettersi alla prova? I risultati sono arrivati subito e si moltiplicano di anno in anno. Nel 2006 il Gran Prix di Donnalucata ha coppe “solo” per la famiglia Schembri. Andrea e Armando fanno incetta di titoli. Tre primi posti e due assoluti per il papà, primo posto junior per Andrea. A Roma, nel 2012, al campionato del mondo, Andrea accompagna il papà, ma non da spettatore. Armando ottiene il terzo posto over 45, Andrea un ottimo ottavo posto. Di recente sono saliti insieme sul palco a Comiso: primo posto per Armando, secondo per Andrea. Ancora una volta, quindi, una gara di bodybuilng “targata” Schembri. Andrea e Armando hanno preferenze di allenamento molto diverse. Più metodico il padre, mentre Andrea preferisce variare. “Io ho un preparatore, Salvuccio Figura, un amico che mi dà sempre dei consigli. Vado da lui a Ispica soprattutto in alcuni periodi”. Andrea, invece, preferisce fare tutto da solo. “Ho fatto dei corsi, mi tengo continuamente aggiornato. Mi piace spesso cambiare tipo di allenamento”

Armando è più schivo. “Quando andiamo in giro anche in estate al mare gira sempre in maglietta, non gli va di mettersi in mostra” – confida la moglie Giusy. “Ora forse un po’ meno, ma capita che la gente un po’ giudichi, ci indichi come esibizionisti. Ma guardano solo al prodotto finito, diciamo così, non a tutto l’impegno che viene messo per raggiungere dei risultati”. Il bodybuilding è anche lavoro mentale, perchè seguire una certa dieta e sottoporsi a duri allenamenti richiedono uno sforzo di volontà non indifferente. “Se mi faccio delle foto – dice Andrea – non è certo per metterle su facebook o per mettermi in mostra. Le uso per confrontare i risultati che sto ottenendo”. In spiaggia, comunque, non rischia di passare inosservato, ma come detto non è quello il suo obiettivo principale. Ha anche un sogno nel cassetto. “Mi piacerebbe vivere con quello che più mi piace fare, per questo spero di riuscire ad aprire una palestra”. E i sogni da atleta? “Vincere il mondiale entro i prossimi cinque anni”. Come vuole il detto, non c’è due senza tre.

Ci pensa Marco, vent’anni, il più piccolo di casa, a riempire la mensola delle coppe che tanto inorgogliscono tutta la famiglia, ad iniziare dalla mamma Giusy che segue figli e marito in ogni kermesse. “Bodybuilding? No Marco non ne ha mai fatto – spiega il papà -. Da quando aveva quattordici anni ha iniziato a praticare arti marziali. Il muay thai, poi un’altra disciplina simile, K1. Ha vinto tre campionati regionali di fila. Nel 2013 primo posto al campionato italiano”. Non si ferma ai titoli in tricolore. Marco vuole andare nel Paese del muay thai. Concluso il quinto anno alle scuole superiori, per regalo di diploma ottiene un biglietto aereo per Bangkok. “Lì si è allenato presso una scuola di arti marziali – prosegue Andrea nel racconto -. Gli è stato quindi proposto di combattere al Prison fight, un combattimento tra detenuti di una prigione ed atleti provenienti da tutto il mondo. Una gara rischiosa, dove si combatte senza protezioni.

Marco accetta, e a soli 19 diventa il primo italiano a vincere quella competizione. Erano quattro anni che nessuno straniero riusciva a battere i fortissimi atleti locali. Un combattimento molto duro, pensando che l’avversario, un thailandese, avrebbe ottenuto uno sconto di pena se fosse riuscito a vincere. Basta questo per immaginarsi il livello dello scontro”. Ora è entrato nell’Esercito italiano, dove spera di poter proseguire allenamenti e combattimenti. E mamma Giusy come vive l’esperienza dei suoi tre campioni? “A volte è dura per la questione dell’alimentazione, ma nel periodo pre gara spesso il cibo se lo preparano da soli. All’inizio preparavo piatti differenti, poi ho iniziato a mangiare anche io più o meno come loro, e mi mantengo in forma”.

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