Daniele Seccarecci, il piccolo gigante.

Parto dalla Sicilia, per una nuova avventura, vedere la mia prima fiera del bodybuilding dal vero…Fino a quel momento avevo solo letto o visto video di queste manifestazioni, ma non c’ero mai stato.

Così insieme ad un gruppo di amici ci mettiamo in viaggio, su un autobus “sgaruppato” per questa nuova esperienza, meta finale: ROMA FIT EXPO – prima edizione.


Arriviamo dopo sole 20 ore di viaggio, in una piccola pensione della capitale, carina, nulla di che, ricarichiamo le pile, prepariamo le macchine fotografiche, sistemiamo la telecamera, domani ci aspetta il primo di 2 giorni alla fiera di Roma!

Sveglia presto, una veloce colazione, prendiamo la metro fino alla Fiera di Roma…il mondo dell’incredibile diventa realtà!

Bodybuilders ovunque, PRO, atlete di fitness in ogni dove, stand enormi e una fiera organizzata con tutti i dettagli al loro posto.

Entro e subito vedo un tizio biondo, in pantaloncini corti e una maglia blu stretta, alto e imponente che si aggira fra gli stand….chi è? Non lo ancora, ma cavolo quant’è grosso! deve essere un PRO americano che non conosco! Eppure è strano, dovrei conoscerlo, seguo da molto la scena del bodybuilding americano…molto più di quella italiana al momento, onestamente. Com’è possibile che non l’abbia mai visto su FLEX…Continuo il mio giro felice di stare nel mondo del bodybuilding nazionale e internazionale e di vedere i miei “miti” proprio lì davanti ai miei occhi…è come se il mondo dei fumetti prendesse vita! ci sono Piero Nocerino, Franco Malè, Orazio Salvatori, Alessandra Tantari, Amy Fadhli, Timea Mojorova, Ernie Taylor, Jay Cutler!!!…e poi c’è sempre sto ragazzone biondo che gira per gli stand….ma chi è?!?!?!…Fra una foto e l’altra scopro che parla italiano…Com’è possibile che ci sia un italiano così e  non lo conosco….E si, io non lo conoscevo davvero, non sapevo nemmeno il suo nome, ma  è grosso. Unico negli stand a non sfigurare con gli altri PRO Americani….Il suo nome è Daniele Seccarecci.
Mi avvicino a lui e gli chiedo una foto, lui si stava allenando o forse provando una macchina nuova per il petto, presente in fiera…Non esita un attimo, mi sorride e mi dice:” ma certo!” ci facciamo la foto e poi riesce a sorprendermi…Si perché fa una cosa banale forse, ma che fino a quel momento avevo visto fare solo agli americani, mi ringrazia. Mi ringrazia per essermi fatto la foto con lui..ora voi penserete cosa c’è di particolare? Beh, non è un comportamento che ho riscontrato in altri italiani, molto più piccoli fisicamente o meno “famosi” con cui precedentemente mi ero fatto le foto in quei giorni.


Ma Daniele era diverso, aveva lo stile del PRO americano, sapeva come comportarsi con i suoi fan, come muoversi fra i PRO e come sentirsi uno di loro, perché era uno di loro, parlava con gli altri PRO in inglese, si faceva conoscere, rideva con loro.

E quando, allo stand di Nocerino, si presentda davanti all’ astro nascente del Bodybuilding PRO di quel tempo, Chris Cook, per farsi dire cosa ne pensasse di lui…bè il PRO ringrazia di non averlo mai trovato sul palco con lui o non sarebbe riuscito a vincere la sua PRO card!
Daniele ha quella marcia in più che serve per far bene al livello internazionale!
Aveva capito che la comunicazione è tutto e che saper comunicare per un culturista è una marcia in più, marcia che non tutti hanno perché non si può simulare una cosa che non hai dentro. Da quel momento Seccarecci è diventato uno degli atleti italiani da seguire, da conoscere e capire il suo percorso nel mondo del bodybuilding per quello che mi riguardava.  Un semplice gesto che mi ha fatto capire che questo ragazzone non era come gli altri, lui era diverso.
Era un gigante, Daniele rispetto a me era un gigante in tanti sensi, se non erro lì aveva solo 23 anni, ma pesava già 120 kg di muscoli! Era alto, molto più alto di me, io sono solo 160 cm, braccia enormi e gambe teutoniche, era la personificazione dei giganti delle favole, se volete…Eppure era piccolo, già era solo un ragazzo, con un grande sogno e con tanta volontà e determinazione.
Due elementi che lo contraddistinguevano, che lo hanno portato sulla copertina di IRONMAN AMERICA, sui palchi di molte gare PRO e molte volte sulle riviste italiane come SPORTMAN o CULTURA FISICA. Dove pochi altri sono riusciti a stare e dove nessuno è mai arrivato, come nel caso della rivista americana.
Agli Americani piaceva Daniele, lo so bene, ho intervistato innumerevoli culturisti stranieri e alla domanda se conosco un bodybuilder italiano: fanno il suo nome!
Daniele piaceva perché come ho già detto, aveva capito come rapportarsi con tutti, e lui era riuscito ad inserirsi con la testa dentro il circuito americano. Parlava, si faceva ascoltare e aveva una testa che gli dava quella marcia in più, esule dallo stereotipo tutto muscoli e niente cervello, non parlava H24 di culturismo ma riuscivi a parlarci pure di altro, di tanto altro.

Continuo a seguire Daniele dopo quell’incontro, fra le riviste italiane e il web.
Daniele è una persona che non ha mai avuto paura di dire quello che pensava, una cosa che apprezzo molto in una persona, non una di quelli che ti fanno la bella faccia davanti e poi dopo pochi secondi dicono che sei una merda con la prima persona che incontrano perché mossi da invidia o da complessi di inferiorità o semplice principesse isteriche. Daniele era una persona diretta, anche se molti lo criticavano e molto spesso lo facevano nel modo del tutto gratuito, lui non ha mai perso tempo con queste persone ma ha dato risposte con i fatti. Lui stava sui palchi delle gare PRO, gli altri, i criticoni, sul palco delle balere.

Così ho cominciato a parlare con Daniele, prima via forum e poi via telefono, ci sentivamo di tanto in tanto, molto più spesso onestamente via facebook, è sempre stato una persona cordiale ed educata. Voleva pure che lo andassi a trovare per allenarmi con lui e parlare di un eventuale lavoro insieme, si era offerto di pagarmi tutto lui, non voleva che spendevo nulla, se è un rapporto di lavoro voglio che sia chiaro che le spese te le pago io, mi diceva.

Si è sempre preoccupato di ringraziare per ogni cosa che gli suggerivo o che decidevamo di fare, dal postare una foto ad un link con un suo video di gara. Quando ci vedevamo dal vivo è sempre stato gentile con me e mi ha sempre incoraggiato a fare del mio meglio in palestra, mi diceva sempre :”…Vittò, devi mangiare altrimenti non cresci come me!”….”Magari!!!” gli rispondevo sempre, ci siamo poi visti varie volte in questi anni, fino all’ultimo 2 Torri  2012 dove stava in coppia con una mia cara amica, la bella Daniela D’emilia. Anche lì Daniele ha trovato il tempo fra i tanti fan e di un servizio fotografico, di parlare un po’ di quello che stava succedendo nella sua vita, era felice stava bene e mi ha detto :”…non te ne andare senza salutarmi, o mi offendo!”, per mia fortuna ho avuto modo di salutarlo prima di tornare in Sicilia.

13/07/2013
Daniele Seccarecci:  Grazie Vic per le foto che metti sulla tua pagina…ma quannu minchia na facemo sta cena insieme?

Non c’è stata occasione. Purtroppo a Settembre, dopo il Nordic PRO, gara in cui Daniele ha ottenuto forse il suo più alto riconoscimento alla sua carriera classificandosi 6° fra i PRO IFBB, posto di cui era molto orgoglioso e felice. Ho ricevuto una telefonata un mattino, una brutta telefonata, che mi ha lasciato senza parole.

Daniele ci ha lasciato, è crollato come un castello di cristallo, perfetto nella sua forma, unico nel suo genere. Lasciandoci tutti senza parole…ho pianto per Daniele non mi vergogno a dirlo, la sua dipartita mi ha lasciato spiazzato, su ali  d’argento il guerriero ha trovato il suo tempo in questa vita, facendoci vedere che la vita va vissuta come meglio la vogliamo realizzando i nostri desideri perché ogni giorno può tutto scomparire all’improvviso.

Lasciando solo nelle persone che ci hanno conosciuto il ricordo di noi, e se nella vita abbiamo lavorato bene, quel ricordo rimarrà per sempre, unico, in maniera indelebile e duraturo dentro di noi.

Ricordo che Daniele ha lasciato in me. Di una persona con un carattere forte e dominante, una persona che non ha mai avuto problemi a dire ciò che pensava e a far valere i suoi concetti, di una persona che ha vissuto la sua vita come voleva, fregandosene di cosa gli diceva dietro la gente: “Quando la stella brilla l’invidia strilla”  – diceva. Ne ha passate diverse Daniele e si è dovuto anche sopportare lo “sport” che più va in voga in Italia, il pettegolezzo e le cattiverie gratuite.

Quest’anno tornare al 2Torri è stato un po’ strano, ho rivisto il posto in cui ci siamo salutati per l’ultima volta, alla prossima ci siamo detti, ho ritrovato solo Daniela lì, e per un momento le stavo chiedendo dove fosse Daniele. Un attimo di angoscia mi ha pervaso, sapendo che lui non era più lì con noi, anche solo per un saluto veloce.

Daniele ha sempre lavorato a testa bassa per il suo sogno.  Sogno che spesso rincorriamo tutti noi che seguiamo questo stile di vita, essere al 100%, vincere la battaglia con noi stessi per essere al top.

Ciao, piccolo gigante, un tuo fan, Vittorio.

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