Intervista a FEDERICO FOCHERINI

 Con questa intervista inizia un piccolo ciclo dedicato ai Campioni Italiani più rappresentativi degli anni ’80 e ’90, e in qualche caso ancora oggi protagonisti sui palchi italiani e internazionali. Il Campione che inaugura questa sezione dedicata alle “Vecchie Glorie” è Federico Focherini. Lo ringraziamo per aver accettato il nostro invito e di essersi prestato a raccontarsi sia per quanto riguarda il suo lato agonistico, sia quello privato. 
 
Partiamo con un piccolo curriculum: le prime gare fatte e le più importanti vinte
Prima gara fatta, Riccione 1986 WABBA campionato Emiliano-Romagnolo cat. Juniores (Sammartino vinse le medie taglie). Poi vinsi: Italiani NABBA 1989 , Europei NABBA 1995, Mondiali NABBA 1995, Overall Mr.Universe NABBA 1996, passato Pro IFBB 1997 (4 gare Pro IFBB…German GP 1998, Finland GP 1998, Ironman 2000, Hungary GP 2000), 2 volte Mr. South Africa Masters IFBB. Totale dal 1986 ad oggi… 68 gare.
Quelle che più ti hanno emozionato?
Il Mr.Universe 1996 , il 2T 2002 quando sono arrivato secondo dietro Galeazzo e l’aver partecipato nel 2010 ai Mondiali IFBB Masters in Turchia per il Sud Africa.
Un grande onore per me!
Perché hai iniziato a fare culturismo?
Mio padre mi portò a vedere il circo all’età di 7 anni e vidi gli uomini dorati che posavano su dei cubi. Ai miei occhi apparvero grandi, grossi, indistruttibili, maestosi. Credo infatti che il culturismo sia il sogno di un bambino. Ricordo che mi misi a posare a 7 anni sul trampolino della piscina in vacanza e gli altri bambini mi tiravano i gavettoni d’acqua e non solo d’acqua per farmi cadere.
A chi ti sei ispirato, quali erano i tuoi modelli?
 
Ricordo che i miei primi giornali di cultura fisica furono Vigor e Linea Sport. Mi ricordo che i miei amici all’età di 11-12 anni rubavano in edicola i giornalini porno perché l’edicolante non glieli avrebbe dati in quanto minorenni, io invece i primi giornali che rubai furono di culturismo. Ovviamente l’edicolante mi beccò mentre scappavo con la mia ciclocross arancione, quelle col sellino lungo e lo schienale da fare le impennate e mi portò per un orecchio a casa mia dove ad attendermi c’erano gli schiaffoni di mio padre!!!! I miei modelli allora furono Jeff King e Piero Venturato!!! Una cosa di pelle, di istinto. Mi ricordo che a 13 anni mandai a prendere i metodi di Jeff King per allenare le gambe!!!!
Hai avuto un “maestro”, qualcuno che ti ha seguito, a cui pensi di dover gran parte dei tuoi risultati?
 
La persona a cui devo tanto e che è sempre stata una costante durante questi 26 anni di agonismo è l’amico dott. Massimo Spattini. Mi hanno insegnato molto Filippo Massaroni, Jimmy Pedemonte, Giovanni Cianti e Gianni Niro mentre Fabio Grespi, scomparso anni fa, mi fece innamorare dell’arte del posare. Noi abbiamo grandi tecnici del ferro ma spesso andiamo oltre oceano a cercare qualcuno che ci dice cose (più costose) che sapevamo già, ma ce le incartano così bene che crediamo di non averle mai sapute.
Uno dei tuoi titoli più prestigiosi è stato l’assoluto al Mr. Universo Nabba. Che tipo di allenamento hai adottato per vincere quella gara?
 
L’anno prima, il 1995, mi ero piazzato secondo al Mr. Universo dietro l’australiano Grant Clemesha. Dal giorno dopo decisi che dovevo vincere quel titolo. L’allenamento iniziò con una fase di allenamento basato sulle serie interrotte (una sorta di rest pause), poi l’aggiunta di serie ad alta intensità ad esempio arrivare fino a 6 reps da solo, poi con l’aiuto del partner farne altre 3, quindi un paio di negative e per finire uno scalo del peso. Tutto in una serie.
Allora non mi ero ancora “rotto” tutto e mi potevo permettere questa intensità. La terza parte dell’anno vide l’introduzione di qualche super serie (schiena e quadricipiti soprattutto) e di serie a scalare, strip sets. Ho dato tutto quell’anno e, anche se ho sempre creduto di dare l’anima ogni anno, non penso di essere mai riuscito ad eguagliare lo stesso livello di intensità del 1996!!!!
A parte le gare vinte, qual è stata, secondo te, la tua forma migliore?
 
A parte il Mr. Universo 1996 credo il 2 Torri 2002. Alla pesa a Bologna la sera prima della gara ero 112,3 kg. Ora, ahimè, vado in gara a 104 kg.
Oggi vivi in Sud Africa. Tanto tempo fa mi scrivesti una mail che mi colpì molto e mi piacerebbe che tu raccontassi com’è la vita in Africa. Sembra una domanda sciocca, ma per noi oggi è normale vedere arrivare dall’Africa ogni giorno tanti immigrati. In Italia non c’è più memoria di quando eravamo noi italiani ad emigrare in altre parti del mondo. Quali sono state le difficoltà iniziali, quelle attuali, la qualità della vita.
 
Innanzitutto non ci rimani in Africa se non la ami alla follia, non è l’Europa o gli Stati Uniti dove tutti si possono trovare più o meno bene. O scappi dopo pochi giorni dall’Africa o non ne puoi fare a meno e ci “devi” rimanere. Io sono emigrato a 40 anni agli inizi del 2008 ed è stata durissima come ti ho accennato in una email. Quando arrivai qua mi trovai ad affrontare una realtà ben diversa da quella propostami. Dura davvero. Io qua vivo a Pretoria, rimasta roccaforte bianca Afrikaans (gli ex Boeri olandesi uniti a Tedeschi e una minoranza di Francesi Ugonotti), dove l’Apartheid si sente ancora anche se ufficialmente non se ne parla. Sono in un’area abbastanza ricca in prevalenza bianca, dove i neri si stanno elevando ma non sono ancora giunti ai livelli di Johannesburg.
Qua la vita è spietata, devi correre e lavorare come un dannato per mangiare (e questo è naturale), in Italia devi fare lo stesso per pagare tasse di cui spesso non capisci il significato e il perché esistono e pagare cose che costano cifre tali da rimanere allibito. Qua da me la natura è sconvolgente, violenta in tutti gli aspetti, il clima è meraviglioso, il cibo altrettanto, a tal punto che posso affermare che la qualità del cibo sia superiore a quella italiana, però quando si parla di cucina non c’è ovviamente paragone con la nostra tradizione culinaria. L’economia qua in SA è ancora bianca e il Governo è quasi totalmente nero. Io credo sia importante che l’economia rimanga bianca, in quanto darà sempre da lavorare alla gente. Le economie nere in Africa sono tutte fallite miseramente (vedi Zimbabwe) se non quelle in cui i Cinesi sono entrati di prepotenza investendo e corrompendo. Negli ultimi anni si è visto qua in Sud Africa il fenomeno dell’Apartheid al contrario, in cui il Governo nero sta eliminando gradualmente i lavoratori bianchi maschi. Più fortunate sono le donne bianche. Attualmente se sei un bianco maschio in Sud Africa non trovi da lavorare. Si sente molto parlare del SA per il crimine. E’ vero, questa è una di quelle cose che fa pensare che i bianchi siano razzisti e impauriti dei neri. La verità che il crimine è al 97% nero e ogni famiglia bianca ha avuto almeno una esperienza di violenza o rapina. La gente bianca di frequente evita i neri non perché li considera inferiori, ma perché vede in loro un pericolo. Johannesburg conta 50 omicidi al giorno!!! Le case qua a Pretoria e a Johannesburg sono in villaggi recintati, con filo spinato elettrico, polizia privata sulle torrette, in certi villaggi anche fossati perimetrali. E’ tutto così e il primo anno quasi non ci credevo, poi ci si fa l’abitudine e non ci si fa più caso. Ti sembra assolutamente normale. All’interno dei villaggi (che possono essere piccoli, medi o anche grandi come paesi) la vita è di altri tempi, si tengono le porte delle case aperte, i bambini giocano a piedi nudi nei prati, gli animali ti entrano in casa e il crimine non esiste. In questi villaggi ci sono bianchi, ma anche neri che possono permettersi l’affitto di casa.
Io comunque, a parte la mia auto rubata dopo una settimana e ovviamente non assicurata contro il furto, non ho mai avuto problemi e mi trovo benissimo con neri, indiani, coloured. I bianchi sono essenzialmente di due razze e culture diversissime che difficilmente si mescolano. Inglesi e Afrikaans. Ovviamente anche loro hanno avuto grossi problemi in passato, 2 guerre e gli Afrikaans (i Boeri di cultura contadina e conservatrice) non hanno mai potuto vedere gli Inglesi che invasero nell’800 le loro terre che a loro volta avevano invaso 150 anni prima. Gli Inglesi all’inizio del 1900 allestirono i primi campi di concentramento della storia radunando in essi migliaia di donne e bambini Afrikaans, Alla fine della guerra morirono 26.000 donne e bambini Afrikaans di stenti e malattie. Gli ex Boeri quindi si dovettero arrendere agli Inglesi! Tuttora si sente un sudafricano inglese fare una domanda in inglese e l’interlocutore Afrikaans rispondergli in Afrikaans che altro non è che l’Olandese del 1600.
Il problema di fondo è che in Sud Africa bianchi e neri non si mischiano, troppa storia, troppo sangue fresco in mezzo e poi la popolazione nera del SA (9 etnie con 9 lingue diverse, alcuni non si capiscono fra loro, alcuni si accettano, altri si odiano da centinaia di anni) non è come quella degli USA. Il 45% della popolazione nera ha l’HIV (fonti ufficiali) figuriamoci quanti in più potranno essere, considerando i 6 milioni di immigrati dallo Zimbabwe più quelli dal Mozambico e dal Malawi, quasi tutti clandestini.
Ma è sempre meglio alzarsi alle 4-5am col sole, le palme e il canto di centinaia di uccelli, che svegliarsi nella nebbia Padana in mezzo a clacson di macchine.
Sono stato in decine e decine di Paesi e non cambierei per nulla al mondo il Sud Africa con un altro Paese.
Cosa ti manca dell’Italia e cosa ti ha conquistato del Sud Africa.
Dopo quello che il mio Paese mi ha fatto… direi proprio nulla, se non qualche volta il centro della mia città, Modena, le vacanze da pivello stupido e spensierato a Milano Marittima e la mia palestra che sono stato costretto a vendere… quanto l’ho amata la mia palestra.
Mi mancano invece mia madre, che adoro sopra ogni altra cosa, e le persone che amo da tanti anni, poche persone, amici, come fratelli e sorelle che mi sono state vicino nei momenti veramente bui della mia vita.
Del SA mi ha conquistato la sconvolgente meraviglia del Paese. L’Africa australe in genere è sconvolgente, nel vero senso della parola. L’odore della terra rossa, il bush, il cielo blu come quello che vedi quando sei su un ghiacciaio, l’intensità della luce e l’intensità del buio di notte molto diversa da quella a cui siamo abituati in Europa. Ogni cosa è completamente diversa dall’Italia, a volte non in meglio. Il cielo ha stelle diverse, si guida all’inglese, è inverno a giugno luglio e agosto e estate 6-7 mesi all’anno. Gennaio e febbraio fa 35C°. E poi è un paese libero, che puoi fare quello che vuoi. Se un uomo è corretto e onesto credo sia la gioia più grande vivere in un paese libero. Ormai paesi come l’Italia o gli USA non sono più liberi. Tutto è proibito e tutto è tassato e se sei una persona seria ed onesta vivi molto male. Se poi sei un culturista… Devi pagare sempre per qualcuno che ha fatto il cretino.
Per ultimo torniamo alle gare: sei un veterano, sei stato definito l’highlander del culturismo italiano. Nonostante traumi e infortuni continui ad allenarti con la stessa passione di sempre… come va ora? Quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?
 
Non va benissimo, la mia schiena è a pezzi e le mie braccia sono ormai orrende. Ho subito in 15 anni 25 operazioni chirurgiche, fra colonna vertebrale, tricipiti e bicipiti in parte dovuto a quel terribile incidente stradale in mezzo alla nebbia che ebbi nel Febbraio1998, ad 8 giorni dal mio debutto Pro IFBB a Los Angeles. Quest’anno sarà il mio 27esimo anno consecutivo di gare e penso proprio sarà l’ultimo. Il mio obiettivo è quello di vincere i Campionati sudafricani Masters IFBB che si terranno in Settembre ad East London sull’Oceano Indiano. Poi, mi piacerebbe tanto finire il tutto in Italia.
Non so, vedremo se ne sarò all’altezza. Pensa che l’anno scorso prima delle gare, mentre facevo la sbarra a presa inversa per la schiena ho sentito un bruciore lancinante al bicipite destro. Ovviamente, da buon culturista poco intelligente, ho continuato. Poi più nessun forte dolore per 12 giorni. Alla notte del 13esimo giorno mi svegliai perché sentivo qualcosa di strano nel braccio. Mi feci fare una ecografia al bicipite e trovarono una bolla d’aria interna con sangue rappreso. Cos’era successo? Mi ero lacerato il bicipite in profondità (3 cm di taglio) e il sangue causato dallo strappo era rimasto dentro causando un’ematoma che non era fuoriuscito. I batteri (l’aria presente) avevano pascolato per bene crescendo forti. Mega infezione.
Non mi sono riuscito quasi ad allenare per le ultime 4 settimane prima dei National IFBB di Cape Town, per 4 settimane ho avuto 39C° di febbre, brividi, dolore pazzesco, notti insonni, 4g di antibiotico al dì e antinfiammatori. Ho gareggiato come ho potuto, svenendo un’ora prima del pregara, condizione ovviamente non buona, arrivando 3°.
Il giorno dopo, giunto a casa a Pretoria sono corso in ospedale e mi hanno operato. Il chirurgo mi ha tolto un ascesso di 350ml e mi ha tagliato del muscolo in cancrena. Ancora un paio di giorni e avrei, detto dal chirurgo, perso il braccio per via della cancrena. Ora il mio bicipite sta meglio anche se la parte rimossa penso sia persa. Certo che sono sfigato, non ho ancora capito come ha fatto il sangue fuoriuscito dallo strappo a non emergere in superficie. Mah….
 di A. Nuccitelli
Vorremmo ringraziare Federico Focherini per la sua disponibiltà e il tempo che ci ha concesso
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