INTERVISTA A Davide d’Alessandro


Q: Ciao Davide, grazie per la tua disponibilità, puoi presentarti per quanti non ti conoscono?

Mi chiamo Davide D’alessandro,sono nato il 14 Febbraio 1986 e nonostante l’età e lo studio(ho completato lo scorso ottobre la specializzazione in biologia della nutrizione,all’Università Federico II di Napoli,dopo essermi laureato in biologia) ho una discreta esperienza in campo agonistico.e la mia passione nasce davvero da lontano con sport come il nuoto e le arti marziali..

Q: Come hai iniziato e perché?

Ho iniziato ad allenarmi con i pesi “per puro caso”: un giorno, 12 anni orsono, mi trovai ad accompagnare mio fratello ad allenarsi in palestra da un nostro parente, per impiegare in tempo iniziai ad allenarmi, da quel giorno, non ho mai più smesso.A 17 anni,nel 2004 comincio a gareggiare come H/P -2.A 18 anni comincio a frequentare i corsi che mi porteranno a diventare istruttore di BB AICS/CONI e FIF con successivi corsi di aggiornamento.Col passare degli anni ho gareggiato come H/P 0 e H/p +2 e passando al BB come iuniores ho vinto nel 2009  “La notte dei campioni”,”2Torri” e “Ludus Maximus”.Sono ritornato a gareggiare nel 2011 dopo una pausa che mi ha portato a laurearmi.Lo scorso anno ho partecipato a 10 gare,tra cui le piu importanti sono i “Campionati Italiani IFBB” (3° classificato) e il “LUDUS MAXIMUS IFBB 2011” (2° classificato) nella categoria BB -80 kg.

Q:Ci Parli un pò della tua storia agonistica e di eventuali difficoltà che hai dovuto affrontare agli esordi?

Ricordo ogni singola competizione a cui ho preso parte, ognuna di queste collegata a diverse emozioni, sensazioni e problematiche. Ognuna di queste ha rappresentato una soddisfazione, come gradini di una scala, che salivo e al tempo stesso superavo i miei limiti, che nel percorrerli mi allontanavano da tutte quelle voci che dicevano: non c’è la farai, non è nelle tue possibilità. Io stesso ad ogni traguardo stentavo a crederci, perché anche se non si trattava di una vittoria assoluta, di un primo posto, molto spesso per me lo era lo stesso. Il problema più grande, forse anche l’unico, con cui ho dovuto fare i conti da quando ho cominciato a dedicarmi a questo sport, e ancor prima, è stato a carico della colonna vertebrale, per una serie di malformazioni congenite, che mi hanno portato ad accumulare già a 17 anni 3 ernie del disco. Questa cosa mi limita molto nella vita e mi costringe a numerosi accorgimenti durante l’allenamento, tutti problemi che da solo ho affrontato, risolto e con cui convivo, e che non sono bastati a fermare me e la mia passione verso questo sport. 


Q: Un famiglia che approva? Magari problematiche di tipo classico in cui chiunque si può trovare potrebbero aiutare chi è nella stessa situazione a far comprendere cos’è il bodybuilding


Il sostegno e l’approvazione della famiglia, come nella vita in generale, allevierebbe enormemente gli oneri di lavoro e lo stress annessi a questo sport, che nel bene e nel male abbiamo scelto come parte integrante della nostra vita. Soprattutto come nel mio caso in cui ho intrapreso da giovane questa strada senza avere nessuno alle spalle. Purtroppo personalmente non ho mai potuto beneficiare di tale agevolazione, ho attraversato un primo periodo di totale ostruzionismo e diffidenza per giungere poi, dopo un lungo lasso di tempo, ad un periodo di tolleranza e discreta comprensione. Approvazione, sostegno, stima, e rispetto dopo 12 anni ancora niente, forse un giorno….
 
Q:Come ti alleni e come mangi? La nutrizione quanto è importante per te nel culturismo?



Sebbene questo sport può sembrare, e per molti lo è, un enorme ammasso di sacrifici e rinunce, questi risultano per me in parte alleggeriti da una grande passione per l’allenamento e dalla propensione innata verso una sana alimentazione. Per quanto riguarda l’alimentazione, infatti, in termini di qualità non c’è alcuna differenza fra la fase off-season, di massa o di definizione. Questo non per una imposizione ma per l’inclinazione verso lo stato di benessere associato ad un determinato tipo di alimentazione. Questo, in oltre, si dimostra molto utile a favorire, il recupero dopo i periodi più stressanti, ed evita i futili cicli del peso corporeo, in cui molti atleti incorrono, che sono a carico quasi esclusivo del tessuto adiposo. L’unica vera variabile nella mia alimentazione è nelle quantità e nei rapporti fra i macronutrienti e nell’introito calorico.
Per quanto riguarda l’allenamento, invece, sono un amante del “breve ed intenso”, non preferisco i grossi volumi di allenamento e non riesco a fare a meno di utilizzare grossi carichi preservando sempre la corretta esecuzione. Sono poche le tecniche di allenamento che reputo valide e ancor meno gli esercizi. Anche nell’allenamento non apporto grosse modifiche nel cambio delle fasi, fatta eccezione per un aumento del volume complessivo dell’allenamento e una lieve ma inevitabile riduzione dei carichi all’approssimarsi della gara;


Q: Chi è Davide, come uomo, prima che muscoli e trofei?


Preferisco siano i risultati a parlare per me e che siano le persone,una volta che mi avranno conosciuto a dare il loro personale giudizio su di me.


Q:Altri interessi al di fuori del culturismo?


Dato la precocità dell’amore verso il bodybuilding, si può dire che la stragrande maggioranza degli interessi ruotano in qualche modo attorno ad esso. Infatti al di la della passione per la storia, il collezionismo, le costruzioni e per la cucina acquisite nella prima decade di vita, il resto della mia attenzione è stata volta allo studio e alla conoscenza delle materie scientifiche che sono alla base di questo sport, agli studi diretti e indiretti, e al continuo svecchiamento e accertamento di tutte queste conoscenze mediante esperimenti personali. Sebbene tutto sia incentrato su questo sport non ho mai perso di vista la mia identità sociale e umana, principi e valori, e l’affetto verso le persone a me care, cose queste, da sempre e per sempre di primaria importanza.


Q:Ci racconti una storia simpatica legata al bodybuilding
o una storia buffa legata alla stazza magari?? O magari commenti assurdi  che ti capita di ricevere?

Un giorno venne un medico a visitare mia madre a casa, io ero ad una settimana dalla gara, intanto che lui visitava io bevevo in continuazione, quando ad un certo punto, il medico stupito mi chiede: “ma quanto bevi?” ed io:” 6 litri d’acqua al giorno”, e lui ancora più stupito :”wow! E poi la fai tutta?”, ed io , ” certo che no, la trattengo tutta, poi mi riempio come una otre e scoppio”…menomale che era un medico!

Q: Come ti prepari mentalmente all’idea della garae perchè hai scelto di salire sul palco?

Come al tempo zero dell’inizio degli allenamenti con i pesi fu il caso protagonista, così pure l’esordio sul primo palco avvenne in maniera abbastanza inconsapevole, su suggerimento di chi mi era vicino in palestra. Da quel momento in poi la scelta di gareggiare ha rappresentato un “appuntamento”, un occasione per prefissare degli obiettivi e vedere raggiunti degli obiettivi, dei progressi. Psicologicamente, quindi, la preparazione alla gara non rappresenta per me un evento particolarmente stressante, poiché, al di la dell’aumento degli oneri di lavoro e di una lieve restrizione calorica, non effettuo grossi stravolgimenti al mio stile di vita e alimentare. Il bodybuilding per me è infatti uno stile di vita, a fasi, ma che comunque pratico 365 giorni l’anno.


Q: Miti nel bodybuilding internazionale e italiano?


Personalmente sono entrato in questo mondo in maniera un po’ inconsapevole e direttamente come parte attiva. Ho iniziato a gareggiare non sapendo neppure cosa fosse il Mr. Olympia o quali e quante federazioni esistessero in Italia e chi fossero gli atleti di punta. Successivamente col passare del tempo ho iniziato a guardarmi in torno e a maturare una mia idea di perfezione estetica e l’atleta che fino ad oggi la ha meglio rappresentata è per me Flex Wheeler.


Q: Hai qualche consiglio per i più giovani che si avvicinano a questo sport?

Mi sento di consigliare a chi si vuole avvicinare a questo sport, di farne uno stile di vita più che un lavoro a tempo determinato, poiché questo è il modo di viverlo in maniera più sana e proficua. E inoltre raccomando di fare attenzione a chi “ci si affida” perché c’è bisogno, quasi sempre, di una guida, ma purtroppo, per quanto meraviglioso sia questo sport, è “infestato” da gente incompetente e che nel ricoprire questo ruolo bada più ad illudere le persone per i propri profitti più che al compito di forgiare, coscienziosamente, atleti.


Q:Falsi miti del bodybuilding secondo the oggi van sfatati?

Il bodybuilding appartiene a uno dei tanti mondi dove il falso supera di gran lunga il reale, quindi, una sciocchezza per tutte: “tutto muscoli e niente cervello”; dietro ad un grande fisico, bello fuori, sano dentro e longevo, c’è sempre un grande cervello!


Q: C’è qualcosa che vorresti cmabiare del culturismo Italiano? Se si, cosa?

Trovo di fondamentale importanza, affinchè il nostro sport possa un giorno essere messo al pari degli altri sport olimpici, che il bodybuilding sia rappresentato da una unica federazione. Poiché federazioni minori danno visibilità ad atleti meno impressivi, ma confondono e disorientano l’opinione pubblica.
Inoltre vorrei che al momento della gara, ogni atleta, sia giudicato, per la condizione palesata e non per la scia di successi che lo accompagnano . 


Q: Prossimi impegni agonistici?

Il mio obiettivo è il raggiungimento della mia forma migliore senza esasperare le masse ma mantenendo proporzioni, linea e armonia, parametri troppo spesso dimenticati in questa disciplina. Per far ciò dovrò, data la mia struttura, longilineo, con spalle e clavicole molto ampie, aumentare il mio peso e quindi abbandonare la categoria dei medi, e questo richiederà anni di lavoro lontano dai palchi. Intanto credo che quest’anno, ancora per una volta, cercherò di conquistare il titolo in questa categoria per dare soddisfazione a me e a chi mi segue e crede in me. Ringrazio Culturismo Italiano nella persona di Vittorio Gagliano per questa intervista e dò un grande arrivederci a tutti i lettori!

Vorremmo ringraziare Davide d’Alessandro e Giuseppe Ronchini per questa intervista.

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